Gomorra – Le Origini: L’inizio di tutto, prima della ferocia assassina| La recensioneGomorra – Le Origini: L’inizio di tutto, prima della ferocia assassina| La recensione

La nostra recensione di Gomorra – Le Origini, prequel della storica saga Sky Original tratta dal bestseller di Roberto Saviano, in arrivo su Sky e in streaming su NOW dal 9 gennaio

Uscirà il prossimo 9 Gennaio su Sky e in streaming su NOW Gomorra – Le Origini, prequel della storica saga Sky Original tratta dal bestseller di Roberto Saviano. Noi di Bingy News abbiamo avuto la possibilità di vedere la serie in anteprima e adesso siamo pronti a darvi la nostra recensione.

Non è una nostalgia travestita da prequel, Gomorra – Le Origini nasce da un rifiuto, prima ancora che da un’idea. E’ stato proprio Marco D’Amore a raccontarlo in conferenza stampa che tornare in quell’universo, dopo dieci anni vissuti dentro e attorno a Gomorra, gli sembrava quasi un gesto fuori luogo. Proprio da questa esitazione prende forma una serie che sceglie di deviare, di andare altrove, accettando il rischio di non rassicurare nessuno.

Osservando episodio dopo episodio, si intuisce subito di come Gomorra – Le Origini cerchi di distanziarsi dalla serie principale, evitando di replicare un immaginario diventato iconico. Si torna indietro negli anni Settanta per interrogarsi su ciò che precede la ferocia, su quel momento in cui tutto è ancora instabile, persino emotivo. La criminalità non è sistema, ma intuizione, tentativo, errore. È un mondo che ha ancora qualcosa di adolescenziale, come se anche il male fosse in fase di formazione.

Gomorra – Le Origini: L’inizio di tutto, prima della ferocia assassina| La recensione
Gomorra – Le Origini: L’inizio di tutto, prima della ferocia assassina| La recensione

D’altronde, per comprendere certe dinamiche, a volte è necessario fare un passo indietro. Per anni abbiamo visto Le Vele come simbolo dello spaccio e del potere criminale, senza interrogarci davvero su cosa rappresentassero prima di tutto come progetto e come promessa. Quelle strutture architettoniche nascevano come risposta a un’emergenza sociale, come l’idea – poi fallita – di offrire dignità a una parte di popolazione che non aveva mai conosciuto condizioni minime di benessere.

Parliamo di persone per cui la carta igienica era un lusso, costrette a usare fogli di giornale, che non sapevano cosa significasse avere una toilette in casa, uno spazio privato, familiare. Gomorra – Le Origini riporta lo sguardo proprio lì, prima che quei luoghi diventassero simboli di degrado, ricordando che dietro l’architettura e dietro la criminalità c’erano bisogni elementari, illusioni di riscatto e una promessa di normalità mai mantenuta.

Gomorra – Le Origini: L’inizio di tutto, prima della ferocia assassina| La recensione
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Il racconto si concentra sui personaggi prima che diventino simboli.

Pietro Savastano, Imma e gli altri non sono mostri in potenza, ma ragazzi immersi in un contesto che rende ogni alternativa sempre più stretta. La scrittura, firmata da Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli, rifiuta qualsiasi scorciatoia morale. Non assolve, non giustifica, ma osserva come l’ambiente, le relazioni, il linguaggio stesso modellino le scelte fino a renderle inevitabili, utilizzando una narrazione che lavora per sottrazione, evitando l’epica e puntando su dinamiche intime, familiari, spesso soffocate.

L’aspetto più interessante che Gomorra – Le Origini mette in luce è che nessuno è davvero esente dal controllo. Non conta il ceto di provenienza né l’illusione di potersi sottrarre alle regole non scritte che governano quel mondo. In questa realtà, la libertà non è una possibilità concreta, ma un’idea lontana, spesso solo un abbaglio destinato a infrangersi contro il contesto che tutto determina.

Anche Imma, ancora adolescente e proveniente da una famiglia apparentemente solida, comprende molto presto quanto i concetti di libertà e libero arbitrio siano fragili, se non del tutto illusori. Il contesto in cui cresce ridimensiona ogni possibilità di scelta, mostrando come persino chi parte da una posizione privilegiata non sia davvero al riparo da dinamiche che decidono per tutti.

Fondamentale è il lavoro sugli attori più giovani, chiamati a incarnare versioni fragili e irrisolte di figure destinate a diventare spietate. In particolare, il giovane Pietro emerge come un leader guidato più dall’amore per il gruppo che dalla sete di potere. In lui ci sono nostalgia, amicizia, bisogno di appartenenza: emozioni che nella Gomorra che conoscevamo riemergevano solo sotto forma di ferocia, perché ormai bandite.

La regia accompagna questa impostazione con uno sguardo asciutto, Napoli e le sue periferie non sono mai decorative: sono spazi vissuti, chiusi, attraversati da una tensione costante. Il ritmo è meno aggressivo rispetto alla serie madre, ma coerente con un racconto che parla di origini, di passaggi graduali, di sentimenti destinati a essere repressi e trasformati in violenza.

Per non parlare della lingua, che diventa a pieno titolo parte del racconto. Per chi non lo sapesse, il napoletano del 1977 non è quello contemporaneo né quello cristallizzato dalla serie originale ma un idioma recuperato, ricostruito, che restituisce un modo diverso di percepire e codificare la realtà.

Gomorra – Le Origini è quindi un ritorno solo apparente, una messa in discussione dell’eredità stessa di Gomorra. Senza cercare risposte si limita a mostrare il momento in cui tutto poteva ancora prendere un’altra strada, ricordandoci che prima dei miti e delle leggende ci sono sempre stati ragazzi qualunque che con le loro decisioni, ha plasmato il corso degli eventi.

Gomorra – Le Origini dal 9 Gennaio su Sky e in streaming su NOW

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Di Manuela Cristiano

Mi chiamo Manuela Cristiano e sono Laureata al Dams come sceneggiatrice Cinema e Televisione classe... Mi piace lasciare sempre un alone di mistero (dai finchè è mistero e non è altro va sempre bene). Amo il cinema e le serie Distopiche ma non amo quando la distopia diviene realtà. Ah "Sono impossibile da dimenticare ma difficile da Ricordare"

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