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Il nostro incontro con i protagonisti di The Walking Dead: Dead City. Dalle rovine di New York al blue carpet del Principato: il cast e lo showrunner ci raccontano la nuova stagione tra redenzione, episodi “what-if” e il peso di un’eredità lunga diciassette anni

Il Monte-Carlo Television Festival ha aperto i battenti in grande stile con l’anteprima mondiale di The Walking Dead: Dead City. Bingy News ha avuto l’onore di partecipare a un incontro con le icone Lauren Cohan (Maggie) e Jeffrey Dean Morgan (Negan), accompagnati dallo showrunner Seth Hoffman. In un clima di grande entusiasmo, il trio ha svelato i segreti di una terza stagione, a breve in Italia in esclusiva su SKY e in streaming su NOW, che promette di ridefinire il concetto di sopravvivenza in un mondo dominato dal lutto, ma finalmente pronto a cercare la speranza.

Seth Hoffman, già firma storica di successi come House e Prison Break, torna a guidare il franchise con una visione coraggiosa. Accanto a lui, Lauren Cohan e Jeffrey Dean Morgan portano avanti un legame artistico che dura ormai da oltre dieci anni, trasformando l’odio ancestrale tra Maggie e Negan in una dinamica complessa e magnetica. Tra riflessioni sull’attualità americana e aneddoti sul passato della storica serie “The walking dead”, l’intervista ci ha permesso di scoprire perché, dopo tutto questo tempo, l’apocalisse zombie ha ancora così tanto da dire.

“The walking Dead: Dead City”: Incontro con il Cast e lo Showrunner

Il nostro incontro con i protagonisti di The Walking Dead: Dead City. Da Monte-Carlo il cast e lo showrunner ci raccontano la nuova stagione
Il nostro incontro con i protagonisti di The Walking Dead: Dead City. Da Monte-Carlo il cast e lo showrunner ci raccontano la nuova stagione

Seth, aprire il festival di Monte-Carlo con “The Walking Dead: Dead City” è un traguardo incredibile. Cosa avete provato quando lo avete saputo?

Seth Hoffman: “È ovviamente un onore immenso. Questo franchise ha avuto premiere incredibili – ricordo quella della sesta stagione al Madison Square Garden – ma Monte-Carlo è un gioiello assoluto. Siamo onorati di essere qui.”

Jeffrey, Negan è nato come uno dei grandi cattivi della TV. Oggi lo vediamo in una veste molto più complicata. Com’è cambiato il tuo approccio a lui?

Jeffrey Dean Morgan: “È diventato tridimensionale. Quel personaggio uscito dal camper undici anni fa farà sempre parte di lui, ma ora abbiamo aggiunto molti strati. La sfida di interpretare Negan oggi è proprio il suo rapporto con Maggie: chi farebbe una serie con due persone che vorrebbero solo uccidersi a vicenda? Eppure eccoci alla terza stagione. Penso sia la nostra migliore di sempre perché il loro legame è cambiato profondamente; è questo che mi spinge a volerlo interpretare ancora.”

Lauren, Maggie sta finalmente passando da un luogo di vendetta a uno di speranza. Com’è stato affrontare questo cambiamento emotivo?

Lauren Cohan: “È stato gratificante. Per anni il dolore ha definito Maggie, ma in questa stagione lei riconosce che operare partendo dalla sofferenza non le serve più. C’è stata una sorta di risveglio nel finale della seconda stagione riguardo a suo figlio. A volte nella vita non sai perché certe persone restano sul tuo cammino, e Maggie scoprirà qualcosa di nuovo nel rapporto con Negan. La speranza è l’ultimo segno di resistenza.”

In questa stagione di The walking Dead: Dead City esplorate un episodio in una “realtà alternativa”. Seth, da dove nasce l’idea di questo “what-if”?

Seth Hoffman: “Volevo vedere chi sarebbero stati Maggie e Negan se l’apocalisse non fosse mai avvenuta. Ti permette di chiederti: queste persone sono ‘migliori’ oggi per aver attraversato tutto questo trauma, o lo sarebbero state in una vita normale? È un modo per riportare anche personaggi storici che non vediamo da tempo, offrendo ai fan qualcosa di totalmente inaspettato.”

Il nostro incontro con i protagonisti di The Walking Dead: Dead City. Da Monte-Carlo il cast e lo showrunner ci raccontano la nuova stagione
Il nostro incontro con i protagonisti di The Walking Dead: Dead City. Da Monte-Carlo il cast e lo showrunner ci raccontano la nuova stagione

Avete lavorato insieme per così tanto tempo. Esiste ormai un linguaggio comune, una sorta di “scorciatoia” creativa tra voi tre?

Jeffrey Dean Morgan: “Sì, ma quest’anno è stato diverso. Siamo stati meno ‘alla gola’ l’uno dell’altra. Avere scene che hanno un significato genuino e profondità emotiva è stato incredibile. Ci siamo divertiti molto perché abbiamo scoperto lati dei nostri personaggi che non avevamo mai esplorato insieme prima.”

Lauren Cohan: “Eravamo molto più rilassati. Negan è ormai la persona che Maggie conosce da più tempo in tutto l’universo. Condividono una profondità che nasce proprio dalla tragedia del loro primo incontro, ma ora c’è una fiducia inaspettata.”

Il nostro incontro con i protagonisti di The Walking Dead: Dead City. Da Monte-Carlo il cast e lo showrunner ci raccontano la nuova stagione
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Nel primo episodio vediamo la Statua della Libertà. Seth, quanto conta il simbolismo di New York in questa stagione?

Seth Hoffman: “Moltissimo. Esploriamo il tema dell’accoglienza e dell’inclusione. Maggie all’inizio è spaventata dagli estranei, vede solo il pericolo. Ma attraverso Negan capisce che accogliere persone nuove porta vita e successo. La Statua della Libertà rappresenta proprio questo: l’inclusione come valore positivo. Vogliamo che il pubblico rifletta sulle sfide geopolitiche attuali, come l’immigrazione e la paura dell’altro.”

Jeffrey, parliamo di Lucille. Dopo tutti questi anni, che rapporto hai con quella mazza da baseball?

Jeffrey Dean Morgan: “È l’unico oggetto di scena che io abbia mai amato davvero. Appena la appoggio sulla spalla, cambiano la mia postura e il mio modo di parlare; mi aiuta a diventare Negan. Anche se questa versione è un po’ diversa, averla in mano mi fa sentire subito a mio agio nel mio giubbotto di pelle. Indica il personaggio per me.”

Ricordate il vostro primissimo giorno sul set di The Walking Dead?

Jeffrey Dean Morgan: “Ero nel Winnebago ad aspettare il mio segnale per uscire e recitare nove pagine di monologo. Faceva freddissimo, gli altri attori erano in lacrime e non volevo rovinare le battute per rispetto verso di loro. Non avevo idea dell’impatto che avrebbe avuto quella scena.”

Lauren Cohan: “Per me è stata l’introduzione di Maggie a cavallo. Non avevo mai avuto un vero addestramento equestre fino a quel momento, ma non ero nervosa. Sembra passata un’eternità, sono passati 17 anni, è incredibile.”

Il nostro incontro con i protagonisti di The Walking Dead: Dead City. Da Monte-Carlo il cast e lo showrunner ci raccontano la nuova stagione
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In questa stagione perdiamo il personaggio di Zeljko Ivanek. Com’è stato per voi attori dirgli addio?

Lauren Cohan: “Amo Zeljko, penso sia uno dei più grandi attori in circolazione. È una perdita enorme per lo show. Una caratteristica di The Walking Dead è che perdi persone care quando meno te lo aspetti.”

Jeffrey Dean Morgan: “È stato un colpo durissimo. Vedere il suo personaggio morire in strada è stato un giorno difficile, ero molto emozionato. Non ci si abitua mai a perdere amici e colleghi in questo show, fa male ogni volta.”

Seth, hai parlato di esplorare temi moderni come la “solitudine maschile”. In che modo questo entra nella serie?

Seth Hoffman: “Sì, è qualcosa che stiamo approfondendo in questa stagione: le difficoltà che gli uomini hanno nel trovare connessioni reali. Anche se siamo in un mondo post-apocalittico, vogliamo parlare di ciò che accade oggi. La serie chiede: ‘Dobbiamo davvero avere paura degli altri?’. Non diamo una risposta definitiva, ma vogliamo che il pubblico ci rifletta.”

Dal punto di vista produttivo, come riuscite a mantenere alto il livello visivo con un budget differente rispetto alla serie madre?

Seth Hoffman: “Il segreto è mettere i soldi dove contano davvero. Parlo costantemente con il nostro produttore per capire cosa sia realizzabile. Se voglio far cadere un lampadario in un teatro di Broadway, chiedo se è possibile prima di scriverlo. Costruiamo lo show in modo che sembri grandioso senza sprecare risorse, mantenendo l’estetica classica di The Walking Dead ma aggiungendo elementi nuovi.”

Lauren, molti fan non dimenticano la morte di Glenn. Pensi che lo show cercherà mai di ricreare un momento di tale brutalità?

Lauren Cohan: “Spero di no. È stato un momento unico, un po’ come le Nozze Rosse. Ho riguardato quell’episodio di recente e ho capito perché molte persone non sono riuscite a continuare la visione: era di una brutalità incredibile. Resterà nella storia, ma ora cerchiamo di far ‘sentire’ il pubblico in modi diversi.”

Jeffrey Dean Morgan: “Ricordo Steven Yeun che ballava nel trailer con l’occhio finto penzolante! Si divertivano un mondo. Abbiamo seguito il fumetto fedelmente. È incredibile quanto quel momento sia ancora vivo nella memoria dei fan.”

Vedere Lauren Cohan, Jeffrey Dean Morgan e Seth Hoffman insieme a Monte-Carlo conferma quanto il cuore di The Walking Dead batta ancora forte. Non si tratta più solo di sopravvivere ai mostri, ma di imparare a convivere con i propri fantasmi per costruire un futuro. La maturità dei due protagonisti, unita alla visione lucida di Hoffman, trasforma The walking Dead:Dead City in un racconto necessario sulla capacità umana di perdonare l’imperdonabile.

Il nostro incontro con i protagonisti di The Walking Dead: Dead City. Da Monte-Carlo il cast e lo showrunner ci raccontano la nuova stagione
Il nostro incontro con i protagonisti di The Walking Dead: Dead City. Da Monte-Carlo il cast e lo showrunner ci raccontano la nuova stagione

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