Minerva – La Scuola recensioneMinerva. Massimiliano Gallo as Achille Giordano in episode 101 of Minerva. Cr. Eduardo Castaldo/Netflix © 2026

La nostra recensione in anteprima dei primi due episodi di Minerva – La Scuola, nuovo teen drama Netflix in uscita il 22 settembre

Si intitola ‘Minerva – La Scuola’ la nuova serie originale italiana targata Netflix ambientata in un liceo militare alle porte di Napoli. Gli otto episodi diretti da Ivan Silvestrini vedono nel cast Ciro Minopoli, Biagio Venditti, Margherita Buoncristiani, Giulio Brizzi, Nicole Malaj oltre a Massimiliano Gallo, Cristiana Capotondi e Irene Maiorino. La serie è scritta da Scritta da Ivano Fachin, Giovanni Galassi, Tommaso Matano, Michela Straniero e prodotta da Roberto Sessa per Picomedia.

Minerva – La Scuola: La recensione

Fin dalle prime sequenze dei due episodi d’esordio, ‘Minerva – La Scuola‘ lascia intuire chiaramente le proprie ambizioni. La nuova serie teen drama Netflix ambientata nel liceo militare di Napoli sembra infatti raccogliere l’eredità del successo di ‘Mare Fuori’, non solo in parte per il tono narrativo e l’attenzione al mondo adolescenziale, ma anche per la presenza della stessa casa di produzione, Picomedia, di Raiz nel cast e del regista Ivan Silvestrini, già dietro la macchina da presa durante gli anni d’oro della celebre serie Rai.

Pur cambiando scenario, ci sono alcune similitudini con il prison drama. Se nel carcere minorile i protagonisti vivevano una reclusione forzata, qui gli studenti del liceo Minerva si confrontano con una disciplina rigidissima che limita fortemente la libertà personale: pochi minuti al giorno per comunicare con l’esterno, una sola uscita settimanale concessa in base al rendimento e un ambiente dove ogni errore viene punito severamente. Il risultato è una sorta di “carcere in technicolor”, dove il rigore militare prende il posto delle sbarre. Ma ciò che salta subito all’occhio è la capacità di distaccarsi e di assumere velocemente una propria identità, grazie sia alla scelta del cast, soprattutto quello giovane, che della narrazione. Non c’è alcun tipo di paragone tra ‘Minerva – La Scuolae ‘Mare Fuori’.

Minerva – La Scuola: Il rapporto tra disciplina ed emotività

Minerva – La Scuola recensione
Minerva – La Scuola: Recensione

La serie utilizza proprio questo contesto per affrontare uno dei temi più attuali, ovvero il rapporto tra disciplina ed emotività. All’interno del Minerva non è ammesso mostrare debolezze o lasciarsi guidare dai sentimenti, una filosofia che oggi appare quasi anacronistica in una società sempre più attenta al benessere psicologico e alla libera espressione delle emozioni. È su questo contrasto che si costruiscono le vicende dei giovani protagonisti, chiamati a confrontarsi non solo con le regole della scuola, ma soprattutto con sé stessi.

Minerva – La Scuola: Il cast tra nuove proposte e grandi affermazioni

Il fulcro della narrazione è Salvo (Ciro Minopoli), ragazzo cresciuto in una casa famiglia che decide di entrare nell’accademia militare per fare luce sulla misteriosa scomparsa del suo migliore amico Francesco, ex allievo della scuola. La sua ricerca della verità lo porterà a scoprire un ambiente fatto di rivalità, bullismo, segreti e dinamiche di potere, alimentando una componente mystery che accompagna gran parte della serie.

Accanto a lui trovano spazio Vincenzo (Biagio Venditti), deciso a seguire le orme del padre militare, e Camilla (Margherita Buoncristiani), giovane milanese dal carattere ribelle costretta dal padre a frequentare il liceo nella speranza che possa cambiarla. Sono loro, insieme agli altri studenti, il vero cuore della serie. Nei primi 110 minuti la sceneggiatura sceglie infatti di concentrarsi quasi esclusivamente sulle loro storie, sui motivi che li hanno portati al Minerva e sulle relazioni che iniziano a svilupparsi tra i ragazzi.

Gli adulti, almeno in questa fase iniziale, restano sullo sfondo nonostante la presenza di grandi nomi del panorama seriale italiano: Massimiliano Gallo, Cristiana Capotondi e Irene Maiorino. Ufficiali e insegnanti sono presenti, ma le loro vicende personali vengono solo accennate, lasciando intendere che potranno acquisire maggiore peso con l’andare della stagione. Una scelta che conferma la volontà di rivolgersi principalmente a un pubblico giovane, privilegiando il percorso di crescita dei protagonisti e inserendo fin da subito elementi romantici ed enigmatici.

Minerva – La Scuola: Una serie dal buon potenziale

I primi episodi funzionano soprattutto come introduzione a un racconto di formazione che intreccia disciplina, mistero e relazioni adolescenziali. ‘Minerva – La Scuola’ possiede gli elementi per conquistare il pubblico per via dei personaggi giovani e facilmente riconoscibili, di una buona componente di suspense e di un contesto narrativo originale nel panorama delle fiction italiane. Ad abbellire il tutto ci pensano le fantastiche location, in primis la Reggia di Portici scelta per “interpretare” la residenza e le classi del liceo, così come i costumi, i quali rendono rigorosi ed affascinanti i protagonisti della serie, grazie anche a un gioco di colori accesi e contrastanti.

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Di Valentina Turci

Nata e cresciuta a pane e serie tv. La sua carriera nell'informazione inizia nel 2013 muovendo i primi passi nei magazine locali, per poi specializzarsi nel settore dell'intrattenimento.

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