Festa del Cinema di Roma 2026, svelati i film e le serie della ventunesima edizioneFesta del Cinema di Roma 2026, svelati i film e le serie della ventunesima edizione

Dal 13 al 25 ottobre film, serie e documentari arriveranno nella Capitale per la Festa del Cinema di Roma 2026. Ecco il programma diviso per sezioni

La Festa del Cinema di Roma 2026 si svolgerà dal 13 al 25 ottobre, con l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone al centro delle proiezioni e degli incontri. La selezione ufficiale comprende un concorso internazionale e cinque sezioni fuori concorso. Tra i titoli annunciati ci sono i nuovi lavori di Diego Luna, Susanna Nicchiarelli, Taika Waititi e Fatih Akin, oltre alla serie Marvel Vision Quest.

Per orientarsi tra i titoli annunciati, ecco il programma diviso per sezione.

Festa del Cinema di Roma 2026: Concorso Progressive Cinema

Progressive Cinema – Visioni per il mondo di domani è il concorso internazionale della Festa. Accoglie film di finzione e documentari senza separarli per genere, affidando alla giuria la scelta dei premi principali, tra cui miglior film, regia e interpretazioni. Quest’anno ci sono Giorni felici di Susanna Nicchiarelli, tratto dalla graphic novel di Zuzu, Ceniza en la boca di Diego Luna e I Love Boosters di Boots Riley. Kasia Smutniak partecipa con il documentario Mustang.

  • Brianza — Simone Catania
  • Ceniza en la boca (Ashes) — Diego Luna
  • Closure — Michał Marczak
  • Congo Boy — Rafiki Fariala
  • Dua — Blerta Basholli
  • Eurotrash — Frauke Finsterwalder
  • Gæsten (The Guest) — Mads Mengel
  • Giorni felici — Susanna Nicchiarelli
  • I Love Boosters — Boots Riley
  • I See Buildings Fall Like Lightning — Clio Barnard
  • The Life and Deaths of Wilson Shedd — Tim Blake Nelson
  • Mustang — Kasia Smutniak
  • Sants — Mikel Gurrea
  • Skejtanjeto ne e za devojčinja (Skateboarding Is Not for Girls) — Dina Duma
  • Thit-Thee Khu (Fruit Gathering) — Aung Phyoe
  • Uļa (Ulya) — Viesturs Kairišs
  • Voilà, c’est fini — Gustave Kervern
  • Yesterday the Eye Didn’t Sleep — Rakan Mayasi

Freestyle Film

Freestyle lascia spazio a opere che scelgono strade meno convenzionali, tanto nella forma quanto nel racconto. Nella parte dedicata ai film si passa dall’esordio alla regia di Valerio Lundini, Cambogia, a Caro mondo crudele di Niccolò Falsetti, fino a Riverrun di Philippe Parreno, con Charlotte Gainsbourg, Zoe Saldaña e Vicky Krieps. Alcuni degli esordi presenti in questa sezione partecipano anche al Premio Miglior Opera Prima.

  • 7 anniversari — Sabrina Iannucci
  • Bloques erráticos (Erratics) — Thomas Woodroffe
  • Cambogia — Valerio Lundini
  • Caro mondo crudele — Niccolò Falsetti
  • Clementine Orange — Lisa Forslund
  • Club Kid — Jordan Firstman
  • The Idiot(s) — Małgorzata Szumowska e Michał Englert
  • Interno familiare — Paolo Coletta
  • Lady — Olive Nwosu
  • Mecenaten (The Patron) — Julia Thelin
  • Mission — Paul Wright
  • Riverrun — Philippe Parreno
  • The State of Us — Jake Harvey e Ollie Gardner
  • Tangles — Leah Nelson
  • El tren fluvial (The River Train) — Lorenzo Ferro e Lucas A. Vignale

Freestyle Arts

Con Freestyle Arts, lo sguardo si sposta su scrittori, artisti e altre figure della cultura. Ci sono film dedicati ad Amedeo Modigliani, Gabriele D’Annunzio e Ingeborg Bachmann, ma anche un ritratto della scrittrice Siri Hustvedt e un viaggio nel lavoro degli animatori.

  • Il caso Modigliani — Luca Rea
  • L’imaginifico. Gabriele D’Annunzio — Mauro Bartoli
  • Ingeborg Bachmann – Jemand, der einmal ich war (Ingeborg Bachmann – Someone Who Was Once Me) — Regina Schilling
  • La linea dell’orizzonte — Federico Frascherelli
  • Lucia di Luciano — Fabio Cherstich
  • The Oligarch and the Art Dealer — Andreas Dalsgaard
  • I pesci non chiudono gli occhi — Audrey Gordon
  • Pinocchio, il bambino del mondo — Paolo Borraccetti
  • Siri Hustvedt – Dance Around the Self — Sabine Lidl
  • Spaccanapoli Times — Nadia Baldi
  • L’ultimo abbraccio “Chi come me” — Michele Mally
  • Walking with Animators — Gilles Penso e Alexandre Poncet

Freestyle Serie

La Festa dedica una parte di Freestyle alle serie TV, presentando in anteprima i primi episodi di nuove produzioni. Tra queste c’è Marvel Vision Quest, che riporta Paul Bettany nel ruolo di Visione. Il programma comprende anche serie ispirate a vicende reali, come 177 giorni. Il rapimento di Farouk, Livatino – Il giudice e i suoi assassini e Melania Rea.

Grand Public

È la sezione dei film pensati per incontrare il grande pubblico, tra commedie, thriller, storie vere e adattamenti letterari. Taika Waititi porta a Roma Klara and the Sun, con Jenna Ortega nei panni di un’Amica Artificiale, mentre Peter Farrelly racconta la nascita di Rocky in I Play Rocky. Tra i titoli italiani ci sono Je so’ pazzo, dedicato a Pino Daniele, Noi, un po’ meglio di Daniele Luchetti e La sera a Roma di Enrico Vanzina.

  • La bataille de Gaulle: L’âge de fer — Antonin Baudry
  • Changer l’eau des fleurs — Jean-Pierre Jeunet
  • The Debut — Jesse Eisenberg
  • Desiderio — Michela Cescon
  • È andata così — Gianni Zanasi
  • Elsinore — Simon Stone
  • Le fantôme de l’Opéra — Alexandre Castagnetti
  • Geister (Ghost Song) — Fatih Akin
  • I Play Rocky — Peter Farrelly
  • Je so’ pazzo — Nicola Prosatore
  • Un jeu dangereux — Karine Silla
  • Juste une illusion — Eric Toledano e Olivier Nakache
  • Klara and the Sun — Taika Waititi
  • Me, You — Bille August
  • Il ministero dell’amore — Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo
  • Noi, un po’ meglio — Daniele Luchetti
  • L’ora di tutti — Stefania Rocca
  • Il profilo dell’altra — Francesco Bruni
  • The Rome Eight — Hannu Salonen
  • Le rose di Marrakech — Ginevra Elkann
  • Il rumore delle cose nuove — Paolo Genovese
  • Se domani non torno — Paola Randi
  • La sera a Roma — Enrico Vanzina
  • A Talent for Murder — Anton Corbijn
  • Un tranquillo funerale di famiglia — Massimiliano Bruno
  • Whalefall — Brian Duffield

Special Screenings

Le proiezioni speciali sono in gran parte dedicate ai documentari. Alcuni seguono artisti e personaggi popolari, dalla Gialappa’s Band a Jovanotti, da Federica Pellegrini a Eric Cantona. Altri portano sullo schermo storie di guerra, migrazione, memoria e ambiente. La sezione è fuori dal concorso principale, ma alcuni dei suoi film sono candidati al Premio al Miglior Documentario, assegnato da una giuria separata.

  • Alea Jacarandas — Hassen Ferhani
  • Alla tua partenza sarà notte — Nicolò Ribolla
  • A mare — Alessandra Cutolo
  • Artefici di meraviglia. Viaggio nell’illusionismo — Francesca Bellucci
  • L’assurda storia della Gialappa’s Band — Walter Veltroni
  • Un atto d’amore — Stefano Ribaldi
  • Birds of War — Janay Boulos e Abd Alkader Habak
  • Blu — Denis Brotto
  • Cantona — David Tryhorn e Ben Nicholas
  • Custodi della memoria. La natura al tempo del fuoco — Francesco Conversano e Nene Grignaffini
  • Dans la gueule de l’ogre (Into the Jaws of the Ogre) — Mahsa Karampour
  • Elza — Eryk Rocha
  • Eva Mameli Calvino. La signora dei fiori — Alessandra Usai
  • Federica – L’ultima Olimpiade — Federico Gariboldi e Paolo Novelli
  • I fili dell’anima — Francesco Fei
  • Five Living Buildings (By Renzo Piano) — Jonathan Goodman Levitt
  • Fuksas – Da tutta la vita — Elisa Fuksas
  • Il ghiaccio in tasca. Mio padre Giuseppe Sinopoli — Giovanni Sinopoli
  • Il gioco del silenzio — Vincenzo De Caro
  • Giudecca — Maria Tilli
  • Give Me the Ball! — Liz Garbus ed Elizabeth Wolff
  • Un hiver russe (A Russian Winter) — Patric Chiha
  • In a Time Lapse – A Journey Inside the Album — Ana Shametaj
  • L’incontro — Fabrizio Galatea
  • In un battito (In a Heartbeat) — Giovanni Troilo
  • Knife: The Attempted Murder of Salman Rushdie — Alex Gibney
  • Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti — Dario Zonta e Carlo Zoratti
  • Mace – An Out of Body Experience — Giorgio Testi
  • The Match — Juan Cabral e Santiago Franco
  • Nedo, un italiano — Ruggero Gabbai
  • Non importa dove — Francesco Fei e Consuelo Moschella
  • Nowruz – Nuovo giorno — Francesco Cannavà
  • Once Upon a Time in Harlem — David Greaves
  • Pétros ení — Paula Ortiz
  • Plus de bruit: Mano Negra! (Make Some Noise: Mano Negra!) — David Dufresne
  • Rehearsals for a Revolution — Pegah Ahangarani
  • The Secret Reading Club of Kabul — Shakiba Adil ed Elina Hirvonen
  • Sense of Water — Mohammad Rasoulof
  • La stanza degli altri — Enrico Maisto
  • Tin Castle — Alexander Murphy
  • To Hold a Mountain — Biljana Tutorov e Petar Glomazić
  • Tutte le stanze che servono — Francesca Sironi e Alberto Gottardo
  • Ultimo Fellini — Gianluigi Attorre
  • Wax & Gold — Ruth Beckermann

Fuori concorso – Best of 2026

Best of 2026 riporta a Roma alcuni film che hanno già attraversato i festival internazionali. Tra questi c’è El ser querido di Rodrigo Sorogoyen, che Javier Bardem presenterà al pubblico della Festa. L’attore riceverà anche il Premio alla Carriera, consegnato da Paolo Sorrentino. Nella sezione arrivano inoltre Fatherland con Sandra Hüller, Fjord con Sebastian Stan e Renate Reinsve e Hope di Na Hong-jin.

  • Ben’imana — Marie-Clémentine Dusabejambo
  • La bola negra — Javier Calvo e Javier Ambrossi
  • Fatherland — Paweł Pawlikowski
  • Fjord — Cristian Mungiu
  • Hopeu (Hope) — Na Hong-jin
  • Mariage au goût d’orange — Christophe Honoré
  • Minotaur — Andrey Zvyagintsev
  • Nina Roza — Geneviève Dulude-De Celles
  • Notre Salut — Emmanuel Marre
  • The Only Living Pickpocket in New York — Noah Segan
  • El ser querido — Rodrigo Sorogoyen

Storia del Cinema

La sezione Storia del Cinema invita a riscoprire film del passato e le persone che li hanno realizzati. Ai documentari dedicati, tra gli altri, a Marco Bellocchio, Laura Betti e David Cronenberg si affiancano restauri e omaggi. Torna sullo schermo anche L’eclisse di Michelangelo Antonioni, il film sul cui set Sergio Strizzi fotografò Monica Vitti nello scatto scelto come immagine ufficiale di questa edizione.

I documentari

  • Alien vs. Ciro — Ciro Ippolito
  • Bellocchio, le cinéma de la révolte à la tendresse — Jean Gili e Sandra Marti
  • Carlo Monni, come un grillo nell’uragano — Romeo Conte e Valentino Conte
  • Carolco, un rêve hollywoodien — Julien Dupuy e Jérémy Fauchoux
  • Cronenberg à corps ouvert — Marc Godin
  • Les films inachevés — Laurent Galinon
  • Laura Betti, una disperata vitalità — Peter Marcias
  • Riz, armonie e dissonanze — Marco Dentici
  • Roberto Perpignani – L’emozione dei tagli impropri — Marco Chiarini
  • Robert Richardson – The White Devil — Jana Hojdová
  • Terrific Sergio — Vanessa Strizzi e Melissa Strizzi

I film e gli omaggi

  • Les Amants du Pont-Neuf — Leos Carax
  • Billy Liar — John Schlesinger
  • Boogie Nights — Paul Thomas Anderson
  • L’eclisse — Michelangelo Antonioni
  • Fight Club — David Fincher
  • Marie Antoinette — Sofia Coppola
  • Mephisto — István Szabó
  • Morire gratis — Sandro Franchina
  • Pola X — Leos Carax
  • Sans titre — Leos Carax
  • Sembra morto… ma è solo svenuto — Felice Farina
  • Sexy Beast — Jonathan Glazer
  • Trainspotting — Danny Boyle
  • Trouble in Paradise — Ernst Lubitsch
  • Francesco giullare di Dio — Roberto Rossellini
  • La battaglia di Algeri — Gillo Pontecorvo
  • Billy Elliot — Stephen Daldry
  • In Bruges — Martin McDonagh
  • The Zone of Interest — Jonathan Glazer
  • The Lobster — Yorgos Lanthimos
  • Shame — Steve McQueen
  • Les Demoiselles de Rochefort — Jacques Demy
  • Nuovo Cinema Paradiso — Giuseppe Tornatore
  • Oceans — Jacques Cluzaud e Jacques Perrin
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La Festa del Cinema di Roma 2026 si svolgerà dal 13 al 25 ottobre

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Di Manuela Cristiano

Mi chiamo Manuela Cristiano e sono Laureata al Dams come sceneggiatrice Cinema e Televisione classe... Mi piace lasciare sempre un alone di mistero (dai finchè è mistero e non è altro va sempre bene). Amo il cinema e le serie Distopiche ma non amo quando la distopia diviene realtà. Ah "Sono impossibile da dimenticare ma difficile da Ricordare"

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