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La nostra recensione di Dostoevskij, la nuova serie Sky Original diretta dai fratelli Fabio e Damiano D’Innocenzo, con protagonisti Filippo Timi e Gabriel Montesi

Disponibile da mercoledì 27 novembre, in esclusiva su Sky e in streaming su NOW, la nuova serie ‘Dostoevskij’. Un crime diretto dai fratelli D’Innocenzo e con protagonisti gli attori Filippo Timi e Gabriel Montesi. Noi di BIngyNews abbiamo visto gli episodi in anteprima ed ecco a voi la nostra recensione della serie Sky Original.

Dostoevskij – Recensione: La serie dei Fratelli D’Innocenzo

Il disgusto, in senso buono, è la cifra stilistica di questa ennesima prova d’eccellenza dei Fratelli D’Innocenzo, che dopo capolavori come ‘Favolacce’ del 2020 e ‘America Latina’ del 2021 portano a compimento in un lungometraggio a puntate i loro temi centrali già più volte affrontati. 

La periferia, la tossicodipendenza, le vite al limite, eppure la rassegnazione. Non c’è niente di bello, niente di estetico, il che per una sorrentiniana della peggior specie potrebbe essere un problema. Eppure, il disgusto appunto, è ciò che rende un assoluto capolavoro, quella che, a ragione, può essere definita la serie italiana dell’anno.

Disgustosi sono i luoghi entro i quali le anime scarne e quasi spettrali di Vitello e degli altri si muovono, una piatta quanto indefinita civiltà rurale di una qualche plausibile parte del centro Italia. Disgustosi sono i dettagli su cui si sofferma la fotografia, in cui la resa visiva, il primo impatto dello spettatore, causa reali problemi agli stomaci più sensibili. E disgustose sono le parole, non solo quelle rozze e volgari dei dialoghi ma anche quelle ricercate e filosofiche delle lettere di Dostoevskij, il misterioso serial killer a cui Vitello e i suoi danno la caccia. 

Dostoevskij – Recensione: L’interpretazione di Filippo Timi

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Dostoevskij

In questa ‘Dostoevskij’ non ci sono eroi, chiaramente. Se l’antagonista, l’uomo a cui dare la caccia è naturalmente il serial killer in questione, altrettanto antieroici sono quelli che dovrebbero essere i “buoni”. 

Filippo Timi ne è l’esempio magistrale. La sua interpretazione di Enzo Vitello, conferma l’assoluta eccellenza di un attore che è sicuramente tra i migliori della sua generazione e che si dà la mano ed il cambio con Gabriel Montesi di una generazione successiva, che interpreta Fabio Bonocore un suo subalterno che sembra essere stato messo lì per prendere il suo posto ma che lavora con metodi diametralmente opposti ai suoi. Ed è nello scambio e nello scontro di due diverse solitudini vicendevolmente granitiche che si consuma il loro rapporto/scontro.

Per concludere, Carlotta Gamba, altra musa dei due registi romani, già presente in ‘America Latina’, scarnifica, più che personifica, in un pericoloso lavoro di sottrazione, la componente femminile di questa serie, cioè Ambra Vitello figlia abbandonata di Enzo. 

E’ dunque attorno alla vulnerabilità umana che si dirama questo percorso poliziesco, a tratti thriller, a tratti horror, sicuramente dramma, teso alla ricerca di una dimensione esistenziale in cui tutti i protagonisti sono in qualche modo ammalati d’umanità come sottolineato dai registi in conferenza stampa ed in cui gli incontri e le convenzioni sociali vengono totalmente messi da parte per lasciare spazio a quanto di più bestiale ed istintivo la natura umana ci possa offrire.

Così come questo film a puntate può essere divorato in un episodio dopo l’altro, in quel binge watching che i fratelli D’Innocenzo si erano immaginati di offrire allo spettatore, non solo nella messa in onda delle puntate ma nel fil rouge che le collega l’una all’altra.

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