Emily in Paris 5, dove il glamour è alle stelle ma la trama alle stalle - La RecensioneEmily in Paris 5, dove il glamour è alle stelle ma la trama alle stalle - La Recensione

La nostra recensione di Emily in Paris 5, la nuova stagione approda oggi su Netflix dove il glamour è alle stelle ma la trama alle stalle

Emily in Paris 5 è appena uscita su Netflix e sta già facendo discutere. Il motivo è sempre lo stesso. La quinta stagione conferma ancora una volta la natura della serie, un universo scintillante dove moda, romanticismo e città iconiche si intrecciano in una favola pop. Ma dietro il fascino impeccabile e i look iconici, non solo di Lily Collins ma anche del resto del cast, la serie firmata da Darren Star mostra tutti i suoi limiti narrativi. Nel mondo di Emily Cooper tutto cambia per restare sempre uguale, con amori, amicizie, rivalità e sogni professionali che si muovono in un eterno presente patinato, bello da guardare ma povero di reale evoluzione.

Nessuno può negarlo, Emily in Paris 5 resta una delizia per gli occhi. Parigi continua a essere il centro visivo della serie, con scorci mozzafiato, outfit firmati Patricia Field, cocktail bar illuminati e uffici cool dell’agenzia Grateau. La stagione conferma anche Roma, già vista in precedenza, e introduce Venezia come nuova cartolina da sogno. Gli scenari italiani ampliano l’orizzonte estetico della serie senza stravolgerlo. Le città diventano personaggi a tutti gli effetti, filtrate attraverso lo sguardo di una sognatrice americana. Anche nei momenti di crisi, tutto sembra risolversi tra pasticcini, Aperol Spritz e una coppa di champagne.

Emily in Paris 5, dove il glamour è alle stelle ma la trama alle stalle - La Recensione
Emily in Paris 5, dove il glamour è alle stelle ma la trama alle stalle – La Recensione

Il problema emerge quando si guarda oltre la superficie

Emily in Paris 5 resta ancorata alla sua formula consolidata, fatta di romanticismo leggero, triangoli amorosi, dilemmi lavorativi e gaffe culturali. Emily continua a destreggiarsi tra carriera e vita sentimentale senza mai compiere un vero passo in avanti. Dopo cinque stagioni, il personaggio interpretato da Lily Collins non mostra una crescita interiore evidente. La sua carriera procede tra successi apparenti e difficoltà superficiali, con nuove campagne pubblicitarie o clienti problematici che servono più a creare momenti visivamente interessanti che a mostrarne una crescita reale.

Sul piano sentimentale, continua a oscillare tra relazioni senza mai prendere decisioni definitive, confermando il senso di stallo del personaggio.

Emily in Paris 5, dove il glamour è alle stelle ma la trama alle stalle - La Recensione
Emily in Paris 5, dove il glamour è alle stelle ma la trama alle stalle – La Recensione

Per il personaggio di Mindy non va certo meglio.

La sua amicizia con Emily resta centrale, ma anche qui le vicende amorose o le piccole frizioni lavorative sembrano episodi autoconclusivi, pensati più per creare comicità o situazioni romantiche visivamente attraenti che per approfondire il suo percorso emotivo.

Molte situazioni risultano già viste e riviste in altri show o film. La tragicomica di Sylvie, ad esempio, ricorda episodi di Will & Grace, Quantico o Friends, e si possono trovare riferimenti simili in film come Prime o Game Over, Man!

Anche le dinamiche tra Alfie e Mindy, pur con qualche piccolo twist, non sorprendono, confermando la sensazione di déjà-vu e la tendenza dello show a riproporre situazioni stereotipate invece di creare conflitti realmente innovativi.

Emily e gli altri protagonisti sembrano spesso dei liceali alle prese con le cotte adolescenziali. Le emozioni si susseguono senza profondità e i drammi personali si risolvono quasi sempre in maniera superficiale. Il focus sulla moda, sull’apparenza e sul glamour prende il sopravvento sul contenuto, riducendo ogni vicenda a un esercizio estetico più che narrativo. Anche i momenti di tensione lavorativa o sentimentale mancano di sostanza.

Questo è il punto più deludente, l’assenza vera e propria di veri snodi narrativi.

La trama procede senza mai evolvere veramente e per certi versi Darren Star strizza l’occhio ai suoi lavori passati come Sex and the City. A differenza di Emily in Paris però, per quanto la maggior parte degli episodi della serie con protagonista Sarah Jessica Parker fossero autoconclusivi, il binario narrativo parallelo ha comunque coperto l’evoluzione che queste donne fenomenali hanno avuto, si sono sposate, sono diventate madri, hanno affrontato crisi e cambiamenti profondi.

In Emily in Paris 5 tutto resta sospeso, con Emily e colleghi che tornano sempre al punto di partenza, senza lasciare traccia di una crescita reale.

Per certi versi, la struttura richiama anche quella di Younger, dove lo stallo era presente per lungo tempo, seppur alcuni personaggi mostravano accenni di crescita. Darren Star sembra aver ricamato Emily in Paris sullo stesso format. Anche le nuove location, come le strade di Roma o i canali di Venezia rimangono scenari da cartolina, bellissimi ma privi di peso emotivo.

Emily in Paris 5 scorre così, piacevole e rassicurante, ma priva di veri momenti di svolta. Gli intrecci sentimentali e le sfide professionali sembrano servire più a mantenere il ritmo che a raccontare qualcosa di nuovo.

Eppure, nonostante tutto, la serie continua a funzionare. Emily in Paris 5 resta un comfort show moderno, perfetto per chi cerca evasione, colori e romanticismo. In un panorama televisivo spesso cupo, offre una parentesi luminosa e ottimista. Chi la guarda sa cosa troverà e sceglie consapevolmente di restare per l’eleganza, i sorrisi e quella leggerezza costante che è diventata il suo marchio di fabbrica.

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Di Manuela Cristiano

Mi chiamo Manuela Cristiano e sono Laureata al Dams come sceneggiatrice Cinema e Televisione classe... Mi piace lasciare sempre un alone di mistero (dai finchè è mistero e non è altro va sempre bene). Amo il cinema e le serie Distopiche ma non amo quando la distopia diviene realtà. Ah "Sono impossibile da dimenticare ma difficile da Ricordare"

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