La nostra intervista a Francesco Russo, tra i protagonisti del film Netflix Ogni Maledetto Fantacalcio, disponibile dal 27 agosto. Il suo debutto a 5 anni, il non rinnovo di M. Il figlio del Secolo e qualche spoiler dalla Terza Stagione di Call My Agent – Italia
Determinato fin dalla tenera età di 5 anni, Francesco Russo ha sempre saputo di voler fare l’attore e ha coltivato fin da bambino questo suo sogno fin quando non è diventato realtà. Come per i protagonisti della nuova commedia ‘Ogni Maledetto Fantacalcio’, sulla piattaforma streaming Netflix dal 27 agosto, l’attore di Santa Maria Capua Vetere ha concentrato tutte le energie sulla sua più grande passione, nel suo caso la recitazione, fino a quando per lui non è diventato un lavoro a tempo pieno.
Il grande pubblico ha iniziato a Francesco Russo grazie al ruolo dello stagista Pierpaolo in ‘Call My Agent – Italia’, di cui vedremo preso la Terza Stagione su Sky e NOW, e lo ha ritrovato nei panni di Cesare Rossi nell’apprezzatissima ‘M. Il figlio del secolo’ al fianco di Luca Marinelli e diretto da Joe Wright, anche se il viaggio della serie sembra essere arrivato al capolinea, e non con poche polemiche.
Intervista a Francesco Russo

Bingy News: Il 27 agosto sulla piattaforma streaming Netflix esce ‘Ogni maledetto fantacalcio’ per la regia di Alessio Maria Federici, puoi raccontarci qualcosa in più del film e del tuo personaggio Nicola?
Francesco Russo: È proprio una commedia sull’ossessione di questi ragazzi che hanno per il fantacalcio e delle implicazioni di questa ossessione all’interno delle loro vite. Il fantacalcio viene giocato tantissimo in Italia e spesso si confondono un po’ le esigenze vere della vita con le esigenze del fantallenatore. È un film molto divertente, anche a sfondo generazionale, nel senso che c’è una comicità che parla di questi sconfitti dalla vita.
Il mio personaggio, Nicola, lavora nell’ambito accademico, è un’assegnista di ricerca, precario. Ha anche una figlia molto piccola, quindi si deve barcamenare in questa sua vita complessa e trova il suo sfogo nel fantacalcio per evadere e per alienarsi dai problemi della sua vita.
BN: Nel cast troviamo anche Caterina Guzzanti. Com’è stato per te recitare al fianco di una delle attrici comiche più apprezzate del nostro paese?
Francesco Russo: È stato molto divertente. Io non giro tantissime scene con lei, però mi sono sentito emozionato. Caterina è una grandissima professionista, quindi non ti fa pesare la sua iconicità.
BN: Come dicevi il film mette in risalto la passione sfegatata degli italiani per il gioco del calcio e del fantacalcio, nella tua vita hai mai preso parte ad una Lega?
Francesco Russo: Sono il presidente della mia lega, siamo in otto, e quest’anno sono arrivato ultimo, spero di andare meglio il prossimo anno.
BN: Hai una passione per cui ti spingeresti oltre?
Francesco Russo: La mia passione l’ho fatta diventare il mio lavoro, il mio lavoro l’ho fatto diventare praticamente al 90% la mia vita, quindi diciamo che già vivo oltre, già sono abbastanza oltre.
BN: Sei competitivo nella vita?
Francesco Russo: No, questo no, il mio essere oltre è nelle scelte estreme più che nella competizione con gli altri, è più un qualcosa con me stesso.
BN: Invece in campo lavorativo hai mai sentito la pressione di dover vincere a tutti i costi con un ruolo?
Francesco Russo: No, perché mi affido molto alle idee degli altri, nel senso che sono consapevole che l’attore non può fare da solo un film. All’interno di un’operazione cinematografica la maggiore delle responsabilità è del regista, e quindi delego queste scelte a questa figura, ciò mi deresponsabilizza, quindi non sento assolutamente la pressione.
BN: Hai iniziato a fare l’attore alla tenera età di 5 anni, recitando nelle commedia di Eduardo De Filippo, cosa ti ha affascinato del mondo della recitazione?
Francesco Russo: Questa è una bella domanda…perché avevo scelto così piccolo di fare l’attore che effettivamente non mi ricordo. C’erano tante cose che mi affascinavano, sicuramente sentivo la libertà di poter fare ciò che non potevo fare sotto il palcoscenico nella vita reale, come dire le parolacce, forse era stato questo. Forse era l’adrenalina, sapevo di poter avere gli effetti diciamo belli delle droghe senza drogarmi.
BN: E quando hai capito realmente che quella era la tua strada?
Francesco Russo: A 5 anni avevo detto che volevo fare l’attore, fondamentalmente non ho mia cambiato idea.
BN: Quindi eri un bambino determinato?
Francesco Russo: Sì, perché ho avuto dei genitori che mi hanno lasciato molto libero a fare quello che volevo.
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