Intervista a Francesco Russo

BN: Il ruolo che ti ha lanciato nell’universo delle serie è stato quello di Pierpaolo in ‘Call My Agent – Italia’, di cui presto vedremo la terza stagione su Sky e NOW. In che modo si evolverà il tuo personaggio in questi nuovi episodi?
Francesco Russo: Senza spoilerare troppo, la terza stagione sarà molto scoppiettante e interessante. Abbiamo approfondito molto le sfide dei personaggi e quindi ognuno di loro, ogni agente e ogni assistente, vivrà delle sfide relazionali e con la vita. Pierpaolo ne vivrà una importantissima con se stesso e con il suo sogno di diventare un agente.
BN: Tra le guest star apparse nella serie quale ti ha emozionato di più avere sul set?
Francesco Russo: Il giorno in cui sono venute Valeria Bruni Tedeschi e Valeria Golino, ricordo che c’era un’atmosfera molto interessante. Quest’anno, invece, con la presenza di Stefania Sandrelli. Per me è un’icona quindi vedermela lì accanto, sapendo che ha interpretato certi film che sono ancora scolpiti nella mia memoria e che studio per le interpretazioni, è stato molto soddisfacente ed emozionante.
BN: Tra l’altro tra le guest star di Call My Agent c’è stato anche il regista Paolo Sorrentino che poi notandoti sul set ti ha scritturato per un piccolo ruolo nel film ‘Parthenope’. In questo caso possiamo dire trovarsi al posto giusto nel momento giusto?
Francesco Russo: Eh sì, tra l’altro a caso, lui me lo rivelò stesso sul set che mi aveva scelto. Mi disse “quant’ si bell”, e aveva pure mantenuto la parola, sono stato contento.
BN: E com’è stato lavorare per Sorrentino?
Francesco Russo: Li accade proprio la deresponsabilizzazione totale dell’attore, sceglie lui cosa farti fare e cosa no. Non è che c’è spazio a una proposta, perché parliamo di un regista molto creativo pure sull’immagine, quindi mi diceva di fare delle cose anche totalmente senza senso. Io ci sono stato completamente dentro e mi è piaciuto seguirlo, mi sono anche molto divertito.

BN: Passando ad un’altra serie di grande successo, ‘M Il figlio del secolo’ in cui interpreti Cesare Rossi, il braccio destro di Benito Mussolini. Che tipo di preparazione psicologica c’è dietro la trasformazione in un uomo che ha avuto un ruolo chiave nell’ascesa del fascismo e negli atti violenti di quegli anni?
Francesco Russo: È stato un lavoro molto lungo sia sulla preparazione che durante il set, perché quando lavoro mi preparo per poi scoprire nuove cose durante il set. Dovevo immergermi innanzitutto in un’altra epoca, quindi ho studiato delle fotografie del passato e ad ogni scena avevo delle foto in mente con delle pose che mi ero scelto da riprendere, così da darmi un fisico e una postura diversa da quella che può esserne una contemporanea. Ho letto i suoi libri, ho dovuto immergermi nel suo pensiero, nelle sue idee, nel suo modo di fare e di pensare.
Avevo notato che questo personaggio aveva una grande ironia, guardava la vita con un sguardo cinico. Nascondeva la sua violenza attraverso l’ironia, trovavo la cosa molto interessante perché c’era anche una sorta di messaggio, ovvero che anche una persona simpatica può avere delle idee terribili, può essere fascista.
Poi ho dovuto collaborare con Luca Marinelli (interprete di Mussolini n.d.r.), prendere le grandi energie che lui metteva sul set e cercare di farle mie e poi dargli qualcosa io in cambio. Erano come dei duetti. Abbiamo dovuto capire anche i desideri e i bisogni del personaggio: perché lui predica questa violenza, perché vuole ottenere così tanto il potere. Io mi sono immaginato una profonda solitudine e l’ascesa del fascismo iniziava a diventare un gioco di bambini, perché dietro l’infantilismo si possono nascondere non solo le cose belle della vita ma anche le cose brutte.
BN: Pochi giorni fa Antonio Scurati, autore dei romanzi, ha dichiarato che non ci sarà una seconda stagione nonostante il successo sia in Italia che all’estero. Deluso che non ci sarà un seguito? Si è gridato anche un po’ alla censura…
Francesco Russo: ‘M – Il figlio del secolo’ è una serie molto complessa da fare, se fosse per la censura mi dispiacerebbe tantissimo e sarei delusissimo. Io spero che si possa fare tra cinque o sei anni, semplicemente perché ci vuole tempo per mettere in piedi questi progetti, la qualità non viene fuori dall’oggi al domani. C’è un lavoro di preparazione molto importante e molto lungo a partire dalla scrittura delle sceneggiature.
BN: Nelle varie interviste che ho letto si finisce sempre per parlare del tuo aspetto fisico e di come ti abbia aiutato o svantaggiato nel tuo lavoro. Secondo te, sei stato più scelto per le tue doti attoriali o il tuo physique du rôle?
Francesco Russo: All’inizio per il mio physique du rôle, man mano i lavori li ho ottenuti per le mie doti.
BN: Questa cosa ti ha fatto arrabbiare?
Francesco Russo: No, non me ne frega niente. Lascio la libertà di scelta a qualsiasi persona, cerco di impegnarmi attorialmente ogni volta.
BN: Spazi tra la commedia e il dramma ma in quale dei due generi ti senti più a tuo agio?
Francesco Russo: Dipende dal progetto. Ci sono commedie dove ho più difficoltà a sentirmi a mio agio perché magari non trovo un linguaggio comune con gli attori, invece drammi dove mi sento più a mio agio e viceversa. Dipende un po’ dai progetti specifici ma anche semplicemente dal momento di vita che sto attraversando. Porto un po’ della mia vita sul set.
BN: Qual è il ruolo che sogni da sempre, che non vedi l’ora che arrivi?
Francesco Russo: In realtà non ho ruoli precisi perché a me interessa più il racconto. Mi piacerebbe rilavorare con le stesse persone con cui ho lavorato, perché significa che lo abbiamo fatto bene insieme e da lì si può partire per costruire qualcosa, se no mi sento un po’ di ricominciare daccapo.
BN: Oltre al film ‘Ogni Maldetto fantacalcio’ su Netflix e alla terza stagione di ‘Call My Agent – Italia’ dove potremmo vederti prossimamente?
Francesco Russo: Ci sarà un documentario che andrà in onda su Rai1 a dicembre su Giacomo Puccini dove sono la voce narrante, in cui racconto la sua idea musicale. Ho avuto l’onore di fare un piccolo ruolo col Maestro Marco Bellocchio nella serie ‘Portobello’ che uscirà nel 2026 e sempre nel 2026 uscirà un film che ho finito di girare ieri che si chiama ‘Cena di classe’ per la regia di Francesco Mandelli, insieme ad un gruppo di attori bravissimi under 35 anni comeHerbert Ballerina e Nicola Nocella. È un film tratto dalla canzone Cena di classe dei Pinguini Tattici Nucleari.
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