Wonder Man: La nuova serie Marvel con Yahya Abdul-Mateen II, arriva il 28 gennaio su Disney+ RecensioneWonder Man: La nuova serie Marvel con Yahya Abdul-Mateen II, arriva il 28 gennaio su Disney+ Recensione

La nostra recensione di Wonder Man, la nuova serie Marvel Television che uscirà il prossimo 28 Gennaio sulla piattaforma streaming Disney+

Uscirà il prossimo 28 Gennaio sulla piattaforma streaming Disney+ Wonder Man, la nuova serie Marvel Television, che apre un nuovo capitolo su quei supereroi che non vogliono mostrarsi. Allontanandosi dalle traiettorie più riconoscibili del Marvel Cinematic Universe la serie composta da otto episodi è creata da Destin Daniel Cretton, che ha già collaborato con i Marvel Studios come regista per Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli e il prossimo Spider-Man: Brand New Day, insieme ad Andrew Guest, volto noto dietro le quinte di Community e Hawkeye.

Al centro del racconto c’è Simon Williams, interpretato dal vincitore dell’Emmy Award Yahya Abdul-Mateen II, un aspirante attore hollywoodiano la cui carriera sembra non riuscire mai davvero a decollare. Il suo percorso incrocia quello di Trevor Slattery, interpretato da Ben Kingsley, che riprende un personaggio ormai iconico dopo le apparizioni in Iron Man 3, Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli e Viva il re. Slattery è un attore sul viale del tramonto, forse già oltre il picco della propria rilevanza, ma ancora affamato di un’occasione che possa ridefinirlo.

In primis possiamo dire che Wonder Man, a differenza di serie come Moon Knight o Ms. Marvel, che costruivano il loro arco narrativo attorno alla scoperta e alla gestione del potere, preferisce tenere l’elemento supereroistico deliberatamente marginale.

Simon Williams non affronta un percorso di formazione, non attraversa una crisi identitaria legata alle proprie abilità e non viene mai messo alla prova attraverso il classico meccanismo dell’addestramento. I poteri esistono, ma non strutturano il racconto, anzi sono il contorno che serve per sottolineare le difficoltà, i problemi e le complicazioni nel cercare di avere una vita normale.

Questa scelta distingue Wonder Man anche da titoli come Daredevil o Loki, dove l’azione e il conflitto sono centrali nel definire il personaggio

Simon è prima di tutto un attore, e la serie insiste su questo aspetto con una costanza che finisce per ridefinire il genere stesso dove il supereroe non è un destino, è un ruolo possibile, uno dei tanti, e forse nemmeno il più importante.

Il lavoro di Destin Daniel Cretton come showrunner si avverte soprattutto nella messa in scena. Se in Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli l’azione era al servizio di un racconto identitario più ampio, in Wonder Man quella stessa attenzione si sposta sui volti, sui tempi morti e sui silenzi, privilegiando una regia che evita l’enfasi e sceglie una composizione più asciutta, quasi televisiva nel senso più classico del termine. Non c’è la ricerca dello stupore visivo, ma una continuità emotiva che accompagna i personaggi episodio dopo episodio.

Andrew Guest porta nella scrittura una vena più apertamente metanarrativa, usando il dietro le quinte del cinema e della serialità come uno spazio di tensione reale. Il remake del film di supereroi diretto da Von Kovak diventa così il simbolo di un’industria che ricicla continuamente se stessa e costringe chi ne fa parte a ridefinirsi di continuo. In questo senso Wonder Man dialoga più con She-Hulk che con le serie Marvel più tradizionali, ma senza l’ironia esplicita e la rottura della quarta parete: il discorso resta interno alla narrazione, assume toni più cupi e rinuncia a qualsiasi compiacimento.

Wonder Man: La nuova serie Marvel con Yahya Abdul-Mateen II, arriva il 28 gennaio su Disney+ | TRAILER
Wonder Man: La nuova serie Marvel con Yahya Abdul-Mateen II, arriva il 28 gennaio su Disney+

Il rapporto tra Simon Williams e Trevor Slattery costituisce il vero asse emotivo della serie

Ben Kingsley riprende un personaggio già noto ma lo priva di ogni caricatura: Trevor non è più la maschera comica di Iron Man 3 né il contrappunto ironico di Shang-Chi, ma un attore che ha già attraversato il successo e ora ne osserva l’assenza con una lucidità che fa male. Il confronto con Simon mette in scena due forme diverse di fallimento, quella di chi non è mai riuscito ad arrivare e quella di chi è arrivato troppo presto, scoprendo che il tempo può essere altrettanto crudele dell’insuccesso.

L’episodio Doorman rappresenta il momento in cui queste linee trovano una sintesi più compiuta. Rinunciando quasi del tutto alla progressione narrativa tradizionale, l’episodio si concentra sull’atmosfera noir con una regia più rigorosa e un montaggio che rallenta. È qui che Wonder Man dimostra di poter funzionare anche senza appoggiarsi a elementi Marvel riconoscibili.

L’episodio Doorman rappresenta il punto più alto dell’intera stagione

L’episodio Doorman è un capitolo a sè stante ma fondamentale per raccontare gli sviluppi nel mondo delle persone normodotate quando si trovano a dover lavorare con dei supereroi. La messa in scena si fa rigorosa, quasi astratta, i toni in perfetto stile noir con una narrazione coinvolgente che tiene lo spettatore incollato allo schermo.

Qui Wonder Man riesce davvero a far coincidere forma e contenuto, trasformando il discorso sull’identità in un’esperienza emotiva coinvolgente, mai urlata.

Non tutte le puntate, però, raggiungono lo stesso livello di precisione. In alcuni momenti la serie sembra trattenersi, come se temesse di spingersi fino in fondo nella sua riflessione sull’industria dell’intrattenimento. Eppure Wonder Man resta un oggetto anomalo all’interno del panorama Marvel. Non tenta di rilanciare il mito del supereroe né di smontarlo apertamente, è un ruolo che può salvare o distruggere chi lo interpreta.

Per rimanere sempre aggiornati su tutte le notizie di serie tv, cinema, gossip e LifeStyle, continuate a seguirci su Bingy News. Se volete potete anche dare un’occhiata e magari perchè no? Potete iniziare a seguirci anche sulla nostra pagina Facebook e sui nostri profili InstagramTik Tok e X, ex Twitter, dove troverete tanti contenuti multimediali ed interviste esclusive.

Di Manuela Cristiano

Mi chiamo Manuela Cristiano e sono Laureata al Dams come sceneggiatrice Cinema e Televisione classe... Mi piace lasciare sempre un alone di mistero (dai finchè è mistero e non è altro va sempre bene). Amo il cinema e le serie Distopiche ma non amo quando la distopia diviene realtà. Ah "Sono impossibile da dimenticare ma difficile da Ricordare"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *