Il Malloppo, Intervista esclusiva al Mago Forest, Max Angioni, Diego Abatantuono e Volfango De BiasiIl Malloppo, Intervista esclusiva al Mago Forest, Max Angioni, Diego Abatantuono e Volfango De Biasi

La nostra intervista esclusiva e un po’ surreale al cast de Il Malloppo Mago Forest, Max Angioni, Diego Abatantuono e al regista Volfango De Biasi, al cinema dal 3 settembre

Il Malloppo arriva al cinema il 3 settembre e porta sul grande schermo una commedia che, dietro il tono leggero e le situazioni surreali, affronta anche temi come il rapporto con il passato, la difficoltà di trovare la propria indipendenza e il peso dei pregiudizi. Abbiamo incontrato il Mago Forest, Max Angioni e Diego Abatantuono, che ci hanno raccontato i loro personaggi, la nascita di alcune delle scene più divertenti del film e il modo in cui la commedia riesce a parlare anche di temi più profondi.

Il Malloppo, Intervista esclusiva al Mago Forest, Max Angioni, Diego Abatantuono e Volfango De Biasi

Forest, Ragusa è un investigatore molto pasticcione che sembra non combinarne mai una giusta. Quale pensi sia la sua vera forza e che tipo di investigatore sarebbe invece Michele Foresta?

“Forse posso dire che Ragusa parla al bambino che è dentro di me. Tutti noi dovremmo riuscire a mantenere una connessione con il bambino che siamo stati. Pascoli diceva che dobbiamo parlare con il nostro fanciullino e, nel mio caso, quel bambino era appassionato di film crime e thriller.

Da ragazzo guardavo il tenente Colombo, il tenente Sheridan, Miss Marple e La signora in giallo. Sono praticamente ubriaco di tutti questi investigatori e ogni volta che devo prendere una decisione tiro fuori qualcosa di quello che ho assimilato, letto e visto nel corso degli anni”.

Max, ne Il Malloppo il tuo personaggio Alex vive ancora sotto l’ala protettiva della madre e sembra bloccato in una sorta di adolescenza prolungata. Pensi che molti ragazzi della tua generazione possano riconoscersi in questa situazione? E come si trova il coraggio di conquistare la propria indipendenza?

“È difficile, in questo periodo storico, trovare la propria indipendenza. È un momento molto complesso, incerto e per certi versi anche pericoloso, nel quale molti ragazzi, come me, si sentono persi. Siamo legati al passato, protesi verso il futuro, ma paralizzati nel presente.

Alex vive proprio in questo limbo. È una persona che non ha ancora capito fino in fondo chi è e quale sia il suo posto nel mondo. È rimasto molto legato al passato, anche a quei momenti della scuola che hanno segnato la sua crescita.”

Diego, il tuo personaggio viene giudicato continuamente per il suo passato e sembra che quasi nessuno tenga conto del cambiamento e della persona che è diventato oggi. Perché secondo te viviamo ancora in una società che fatica a concedere seconde possibilità e continua a rinchiudere le persone dentro stereotipi e pregiudizi?

“Se una volta, nella vita, arrivi in ritardo, dipende anche dal carattere che hai, per tutta la vita sarai quello che arriva in ritardo. Non ne esci più. È questo quello che succede e vale in tante situazioni, anche nelle forme più gravi di discriminazione. Spesso le persone vengono viste per quello che sembrano essere e non per quello che sono realmente. Non si va a fondo, non si approfondisce.

Soprattutto quando una persona ha un passato alle spalle. Sappiamo che chi ha fatto qualcosa in passato può fare molta più fatica, per esempio, a trovare un lavoro. Questa è la parte seria del film, che però rimane una commedia molto brillante e divertente. Il mio personaggio è proprio una persona che fa fatica a tornare alla vita di prima perché il suo passato continua a riaffiorare”.

Volfango, possiamo dire di aver assistito a una delle lap dance più anomale e surreali del film. Com’è nata questa idea? E Max, com’è stato per te girare quella scena?

Volfango De Biasi :

“Come molte delle scene del film, anche questa è nata lavorando in gruppo. C’è un gruppo di sceneggiatori formato da Paragnani, Belardi, Girotti e Di Paola. Ci si ritrova la mattina in ufficio o a casa e si sparano, tecnicamente parlando, delle stronzate fino a raggiungere un certo gradiente.

Tra queste idee c’era quella di un investigatore che entra in un locale malfamato per indagare e, per un equivoco, finisce a farsi fare una lap dance dalla bravissima Elisa Deus. Il bello è che, mentre gli fa la lap dance, lei lo psicanalizza anche. È una scena che poteva funzionare soltanto con un personaggio del genere e con un’attrice come Elisa Deus”.

Max Angioni:

“Io, a dire la verità, mi sono concentrato moltissimo sulle battute. Pensavo che sarei stato molto più distratto dalla situazione, ma la tensione del set, lo studio delle battute e la professionalità che mi pervade mi hanno permesso di rimanere dentro la scena e di essere sul pezzo.

C’era anche un doppio livello, perché in quel momento dovevo essere contemporaneamente dentro la situazione e in analisi. E dovevo farlo mentre avevo tutte quelle paillettes che mi si strusciavano addosso”.

Alla fine dell’intervista, ai tre protagonisti e al regista abbiamo chiesto di descrivere Il Malloppo con una sola parola, evitando però proprio il titolo del film. Le risposte, naturalmente, non potevano che riflettere lo spirito della commedia. «Divertentissimo», «goliardica», «fragrante», «adamantino» e persino «girandola» sono alcune delle definizioni emerse tra una battuta e l’altra.

Una cosa, però, sembra essere certa. Il Malloppo vuole prima di tutto divertirsi e far divertire, utilizzando la commedia per parlare anche di persone che si trovano a fare i conti con il proprio passato, con un presente difficile da decifrare e con la necessità di trovare il coraggio di cambiare.

Il Malloppo arriva al cinema il 3 settembre, con una commedia che punta sulla goliardia e sul divertimento senza rinunciare a raccontare personaggi alle prese con il proprio passato, con le proprie insicurezze e con la possibilità di cambiare.

Qui la nostra intervista video completa per il film Il Malloppo

qui la nostra recensione de Il Malloppo

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Di Manuela Cristiano

Mi chiamo Manuela Cristiano e sono Laureata al Dams come sceneggiatrice Cinema e Televisione classe... Mi piace lasciare sempre un alone di mistero (dai finchè è mistero e non è altro va sempre bene). Amo il cinema e le serie Distopiche ma non amo quando la distopia diviene realtà. Ah "Sono impossibile da dimenticare ma difficile da Ricordare"

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