"With Hasan in Gaza": Intervista esclusiva al regista Kamal Aljafari"With Hasan in Gaza": Intervista esclusiva al regista Kamal Aljafari

Firenze ha ospitato il regista palestinese di “With Hasan in Gaza” Kamal Aljafari e il suo documentario che ha aperto il “Festival dei Popoli”

Abbiamo avuto la fortuna di parlare con il regista Kamal Aljafari del suo documentario “With Hasan in Gaza”. Quest’opera straordinaria ha aperto la 66esima edizione del Festival dei Popoli a Firenze, conquistando pubblico e critica.

Il film di Kamal Aljafari è un viaggio profondo nella memoria, nella storia e nell’attualità di Gaza, assumendo un significato ancora più intenso nel contesto geopolitico contemporaneo. In questa intervista, il regista palestinese ci racconta la genesi inaspettata del suo progetto e il profondo impatto che la scoperta di materiale d’archivio ha avuto sulla sua percezione della Palestina.

“With Hasan in Gaza”: La Voce del Regista Kamal Aljafari in Esclusiva per Bingy News

Kamal, la creazione di “With Hasan in Gaza” ha modificato la sua comprensione personale e intellettuale del suo legame con la Palestine, in particolare con la situazione a Gaza?

Kamal Aljafari: La realizzazione di questo documentario è stata del tutto imprevista. Mi sono imbattuto per caso in una cassetta etichettata “Hasan in Gaza”, e la sua rivelazione è stata quasi come trovare vita dopo la morte. Inizialmente pensavo di realizzare un film sulla ricerca di un amico, ma “With Hasan in Gaza” è diventato un’esplorazione collettiva di volti, persone e luoghi. Ho trattato il materiale d’archivio come un “found film”, mantenendo l’ordine originale delle riprese. Il significato del documentario è profondamente legato alla recente distruzione di Gaza; non avrebbe avuto lo stesso impatto se fosse stato scoperto prima.

Il concept di questo documentario si è evoluto durante la lavorazione, o è stato un’idea chiara fin dall’inizio?

Kamal Aljafari: Non avevo affatto intenzione di farne un film. Le riprese risalgono al 2001 e le ho completamente dimenticate per oltre vent’anni, fino allo scorso luglio. È un mistero il motivo per cui le abbia scoperte proprio mentre riflettevo sul ruolo del cinema di fronte alla situazione di Gaza. Questa scoperta è stata una risposta. Ancora oggi mi sorprende di aver filmato così tanto, dato che non ricordo la maggior parte delle scene. Queste cassette, mai visionate prima della riscoperta, sollevano questioni fondamentali su memoria e oblio, e per me rappresentano un segno contro la cancellazione.

Parlaci delle tue scelte musicali in “With Hasan in Gaza”, in particolare del contributo del compositore Simon Fisher Turner e delle canzoni arabe. Quali emozioni intendeva evocare con il sonoro?

Kamal Aljafari: L’editing si è concentrato prevalentemente sul sound design e sulla musica, poiché le immagini hanno mantenuto l’ordine originale. Ho voluto che il sonoro conferisse alle immagini un significato contemporaneo, colmando il divario tra passato e presente senza l’uso di narrazioni esplicite. Il documentario include due elementi principali: la musica di Simon Fisher Turner, che aggiunge un’atmosfera di distorsione eterea, e una selezione di brani arabi ascoltati durante quel periodo, alcuni con una forte carica politica, come una canzone sui prigionieri, e una toccante canzone d’amore palestinese che conclude il film.

Quali sono state le prime reazioni da parte del tuo team e del pubblico dopo aver visto il documentario?

Kamal Aljafari: Ho condiviso il lavoro prima con i miei più stretti collaboratori. La reazione del pubblico è stata affascinante. Le persone si chiedono “cosa è successo a queste persone e a questi luoghi?”, dimostrando una comunicazione non pianificata che trovo straordinaria. “With Hasan in Gaza” è un film profondamente emotivo; la connessione del pubblico con i personaggi non sarebbe stata la stessa due anni fa. È doloroso constatare che è stato necessario un tale livello di catastrofe per generare questa profonda empatia.

Come l’esperienza di “With Hasan in Gaza” sta influenzando il suo prossimo progetto, “Beirut, 1931”?

Kamal Aljafari: È una domanda complessa, ma la scoperta di questo materiale d’archivio e la realizzazione di “With Hasan in Gaza” mi hanno restituito una rinnovata fiducia e interesse per la forma documentaria. Stavo orientandomi verso i film di finzione. Tuttavia, con “Hasan in Gaza”, ho compreso il potere unico del cinema documentario, rendendo ora molto più difficile l’idea di realizzare un film di finzione. Ma, nonostante tutto, lo farò.

Qui l’intervista video completa di Kamal Aljafari, Regista di “With Hasan in Gaza”

Il documentario “With Hasan in Gaza” di Kamal Aljafari non si limita ad essere un semplice recupero storico; è anche una testimonianza vivida e dolorosa che trascende il tempo. Questo film invita lo spettatore a confrontarsi con una realtà straziante attraverso lo sguardo intimo e non mediato di immagini ritrovate.

Un’opera che, nel silenzio della sua narrazione, lancia un potente appello alla memoria e all’empatia, aprendo nuove ed emozionanti prospettive sul futuro creativo del suo autore, il regista Kamal Aljafari. Una visione imperdibile per gli amanti del cinema documentario e per chiunque voglia comprendere meglio la complessa realtà di Gaza e della Palestina, un vero highlight dal Festival dei Popoli di Firenze.

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