Io, Vladimir - Stefano Massini racconta Putin: Capire il Leader russo senza assolverlo | IntervistaIo, Vladimir - Stefano Massini racconta Putin: Capire il Leader russo senza assolverlo | Intervista

Io, Vladimir – Stefano Massini racconta Putin andrà in onda l’11 marzo in prima serata sul NOVE. In occasione della messa in onda abbiamo avuto l’opportunità di incontrare e intervistare il drammaturgo per parlare dello spettacolo e della figura del leader russo.

Entrare nella mente di Vladimir Putin partendo dal linguaggio dei servizi segreti. È questo il punto di partenza di Io, Vladimir – Stefano Massini racconta Putin, lo spettacolo che andrà in onda l’11 marzo in prima serata sul NOVE e in streaming su discovery+, con cui Massini prova a raccontare il presidente russo attraverso un punto di vista insolito, quello della prima persona!

Una frase ritorna spesso nello spettacolo: «nel lessico dello spionaggio», quasi una chiave per entrare nel modo di pensare di Vladimir Putin. A questo proposito abbiamo chiesto a Stefano Massini da dove nasca questa scelta e quanto il linguaggio dei servizi segreti possa davvero aiutare a comprendere la sua visione del potere.

L’idea nasce da una frase che lo stesso Putin pronunciò anni fa e che ha colpito profondamente l’autore. «Il vero amore della mia vita sono i servizi segreti», racconta Massini ricordando quella dichiarazione.

«Sono parole che indicano tecniche o momenti molto precisi», spiega. «Quando un agente non riesce più a comunicare con la centrale, oppure quando deve fingersi l’opposto di ciò che è per entrare in confidenza con la persona che sta spiando. Tutti elementi che secondo me diventano uno strumento utile per entrare nel punto di vista di Vladimir Putin».

Il tentativo è quasi speculare alla logica stessa dei servizi segreti. «Putin dice che una delle tecniche fondamentali dell’intelligence è prendere il punto di vista della persona osservata. Io faccio qualcosa di simile: cerco di prendere il punto di vista di uno che cercava di prendere il punto di vista degli altri per spiarli».

Io, Vladimir - Stefano Massini racconta Putin: Capire il Leader russo senza assolverlo | Intervista
Io, Vladimir – Stefano Massini racconta Putin: Capire il Leader russo senza assolverlo | Intervista

Bingy News: La frase “bisogna bloccare ogni piccola crepa prima che diventi una voragine”. Secondo lei un potere costruito su questo tipo di controllo può davvero evitare la voragine, o prima o poi è inevitabile che arrivi?

A questo proposito Massini richiama spesso anche le parole della giornalista russa Anna Politkovskaja. «Diceva di Putin che è rimasto intimamente un agente dei servizi segreti, convinto che la libertà sia qualcosa da reprimere e non da incentivare. L’immagine della crepa che diventa voragine racconta bene questa ossessione in quanto bisogna chiudere ogni crepa prima che si trasformi in qualcosa di incontrollabile».

Per Massini, però, un sistema fondato su questo principio finisce inevitabilmente per poggiare su un equilibrio fragile.

«Il controllo promette sicurezza, ma è sempre una sicurezza posticcia», osserva. «Le persone vengono invitate sottilmente a barattare la libertà di pensiero con l’idea di sentirsi protette. Mi sento garantito perché qualcuno, in cambio del mio non dissentire, mi offre sicurezza. Ma il controllo è sempre un’illusione. Un’illusione amarissima, perché le conseguenze possono essere tremende».

In un momento storico in cui la figura di Putin è analizzata quotidianamente da media, politica e persino dal cinema, il teatro prova a muoversi su un altro terreno. Non quello della cronaca, ma quello della comprensione.

«Noi vediamo il suo volto continuamente in televisione o sui giornali», spiega Massini. «Siamo quasi in grado di dire se è ingrassato, dimagrito o se ci sembra più stanco. Però non sappiamo cosa c’è dietro quegli occhi, cosa hanno visto e vissuto».

Ed è proprio qui che il teatro trova il suo spazio dice Stefano Massini

«Può servire a riavvolgere il nastro e a capire qual era il mondo in cui è cresciuto fin da bambino, quale violenza aveva intorno, quali passaggi ha visto accadere nel proprio Paese. Non per giustificare o legittimare, ma per conoscere. Si pensa sempre che la conoscenza significhi assolvere qualcuno, ma non è così. È l’esatto opposto: conoscere serve solo a capire quali cause producono certi effetti».

«Si pensa sempre che la conoscenza debba implicare una forma di assoluzione. Come dire: “Ora che conosco il mondo che hai vissuto, allora quello che hai fatto va bene così”. Ma non è così, è l’esatto opposto. La conoscenza serve per capire quale causa determina un effetto, che cosa produce un determinato modo di agire. Conoscere non significa assolvere né legittimare. Significa semplicemente conoscere. E la conoscenza è sempre un punto di forza».

Guardando al futuro, Massini spiega inoltre di essere meno interessato a raccontare storie italiane rispetto a quelle più lontane.

«In realtà raccontare l’Italia mi interessa molto meno. Trovo più interessante raccontare ciò che è lontano da noi, quello che magari conosciamo meno o crediamo di conoscere meno», osserva.

Il drammaturgo ricorda poi un episodio legato alla sua trilogia dedicata ai Lehman Brothers, scritta dopo il crollo della banca. Durante le presentazioni, racconta, qualcuno gli chiedeva spesso perché avesse scelto di narrare la storia di una banca americana invece di quella del Monte dei Paschi di Siena, legata alla terra in cui è nato.

La sua risposta era sempre la stessa. Proprio per questo non gli interessava raccontarla, perché era troppo vicina. Molto più stimolante, per lui, è provare a narrare qualcosa di lontano, una storia che forse senza quel racconto non sarebbe stata ascoltata.

Per Massini, insomma, la narrazione non dovrebbe seguire la logica della prossimità. «La filiera corta va benissimo per il cibo», conclude sorridendo, «ma non per le storie».

Di seguito l’intervista completa a Stefano Massini

Io, Vladimir – Stefano Massini racconta Putin in onda mercoledì 11 marzo 2026 in prima serata su NOVE e in streaming su discovery+

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Di Manuela Cristiano

Mi chiamo Manuela Cristiano e sono Laureata al Dams come sceneggiatrice Cinema e Televisione classe... Mi piace lasciare sempre un alone di mistero (dai finchè è mistero e non è altro va sempre bene). Amo il cinema e le serie Distopiche ma non amo quando la distopia diviene realtà. Ah "Sono impossibile da dimenticare ma difficile da Ricordare"

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