La nostra intervista esclusiva al regista Michael Cusumano e alla produttrice/attrice Charity Schubert del cortometraggio “Last Minute”
Il cortometraggio “Last Minute”, vincitore del Louisiana Film Prize, sarà presentato in concorso al prestigioso Tribeca Film Festival, che si terrà dal 6 al 13 Giugno, ci riporta nel mondo pre-internet degli anni ’80.
Michael Cusumano, pluripremiato regista e sceneggiatore con un passato nella critica cinematografica, e Charity Schubert, talentuosa attrice e produttrice originaria dell’Illinois con una solida formazione teatrale,raccontano una storia di nostalgia e connessione umana. Il film segue le peripezie di una madre single che, nella notte prima della consegna, deve aiutare il figlio dodicenne a completare una ricerca scolastica senza l’aiuto di Google o Wikipedia, trasformando un momento di stress in un’opportunità di profonda condivisione.
“Last Minute”: L’Intervista Esclusiva con Michael Cusumano e Charity Schubert
Michael, portare una storia così personale e intrisa di nostalgia anni ’80 su un palco come quello del Tribeca è un traguardo importante. Come ci si sente a condividere questi ricordi con il pubblico?
Michael Cusumano: “Siamo entusiasti, non solo per l’opportunità incredibile, ma perché questo film tocca corde personali. È meraviglioso osservare le reazioni degli spettatori: il corto risveglia emozioni e ricordi che la gente non sapeva nemmeno di voler condividere. Tutti hanno una propria versione della storia di quando hanno aspettato l’ultimo minuto per un compito scolastico, dovendo lottare senza internet. Questo crea un legame immediato con chi guarda.”
Charity, tu nel film ricopri molti ruoli: produttrice, attrice e costumista. Come si è evoluta la vostra partnership artistica e umana in questo progetto?
Charity Schubert: “Questo è il secondo film che giriamo insieme, quindi abbiamo trovato un ottimo ritmo come regista e attrice, ma anche come partner nella vita. C’è un clima di fiducia incredibile. Quando sono sul set come attrice, so di potermi affidare totalmente a Michael: lui mi sprona a dare il massimo e non accetta mai una performance che sia solo ‘buona’, vuole l’eccellenza. Questo mi permette di rilassarmi e vivere pienamente il personaggio.”

Il film bilancia perfettamente l’estetica degli anni ’80 con temi emotivamente attuali. Come siete riusciti a evitare i cliché della nostalgia senza perdere il messaggio universale della storia?
Michael Cusumano: “Non volevo che fosse solo un viaggio nostalgico edulcorato. Scrivendolo, ho capito che stavo toccando temi più grandi: la genitorialità, la comunità e la tecnologia. Negli anni ’80, senza gli strumenti di oggi, eri costretto a interagire con gli altri. Ho lasciato che l’ambientazione restasse sullo sfondo per far emergere i personaggi. Se il pubblico si affeziona a loro, il messaggio sulla perdita delle connessioni umane moderne arriva da solo.”
Charity, hai curato anche i costumi cercando un’autenticità rara. Qual è stato il tuo processo di ricerca per evitare gli stereotipi della moda dell’epoca?
Charity Schubert: “Volevo che fosse reale. Ho evitato le immagini patinate delle riviste e ho cercato vecchie foto di famiglia, annuari scolastici e cataloghi come quello di Sears per vedere cosa indossava davvero la classe media. Molti abiti che si vedono nel corto sono pezzi vintage originali trovati su eBay o nei negozi di New York. Volevo che i vestiti raccontassero chi erano i personaggi, non che fossero una parodia degli anni ’80.”
Il rapporto tra Jackie e Jason è il cuore del film. Com’è stato il processo di casting per trovare un giovane attore capace di reggere questo dinamismo?
Michael Cusumano: “Ero pronto a provinare cento bambini, ma Espen è stato il primo ed è stato perfetto. Ha un talento naturale e una serietà professionale incredibile per un dodicenne. Sul set era preparatissimo, non ho dovuto usare ‘trucchi’ da regista: gli davo una nota e lui la recepiva subito, recitando alla pari degli adulti. Inoltre, la somiglianza fisica con Charity è stata un bonus assurdo che ha reso tutto più credibile.”
Un’ultima riflessione: cosa sperate che il pubblico porti con sé dopo aver visto il viaggio di Jackie e Jason al Tribeca?
Michael Cusumano: “Spero che le persone riflettano sul prezzo che paghiamo per la comodità della tecnologia. Non è un messaggio contro il progresso, ma un invito a essere consapevoli di ciò che abbiamo perso, come la gioia di condividere un momento o una conversazione profonda a tarda notte nata da una necessità pratica.”
Charity Schubert: “Io vorrei che ci fosse un apprezzamento per tutti quei genitori, specialmente i single, che ‘si presentano’ e ci sono sempre. Negli anni ’80 c’erano tantissime famiglie separate e c’era spesso un solo genitore che alle due di notte era lì a finire un progetto o a preparare i pranzi. Spero che il pubblico riconosca la fatica e l’amore che c’è dietro quel ‘esserci’.”
Qui l’intervista Video Completa
Con la sua capacità di trasformare un banale contrattempo scolastico in una profonda riflessione sulla solidarietà e sul valore del tempo condiviso, Last Minute è un’opera capace di parlare a tutte le generazioni. Michael Cusumano e Charity Schubert oltre a regalarci un tuffo nel passato, ci hanno porto uno specchio in cui guardare il nostro presente, ricordandoci che, anche nell’era della velocità digitale, nulla potrà mai sostituire il calore e l’imprevedibilità di un contatto umano autentico. Un debutto al Tribeca che segna solo l’inizio di un percorso promettente per questo duo artistico nella vita e sul set.

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