Spider-Noir è disponibile su Prime Video. La serie, sviluppata da Amazon/MGM, è ambientata in un mondo alternativo e affascinante, fermo agli anni Trenta. Il Doctor Strange nel Marvel Cinematic Universe aveva detto che conosciamo veramente poco sul multiverso, e dopo gli innumerevoli Spider-Man alternativi che abbiamo imparato ad amare al cinema, questa nuova iterazione live-action dimostra quanto quel concetto possa essere ancora esplorato in modi del tutto inaspettati.
Lontano dalle atmosfere iper-tecnologiche e dai colori sgargianti a cui i cinecomic ci hanno abituato, Spider-Noir si presenta come un oggetto unico nel suo genere, un mix solido di supereroi e genere hard-boiled vecchia scuola, guidato da un immenso Nicolas Cage.

Ben Reilly: un Ragno cinico, stropicciato e nostalgico
Nato originariamente come spin-off ideale del personaggio già apprezzato in versione animata nello Spider-Verse, lo show orchestrato dagli showrunner Oren Uziel e Steve Lightfoot si concentra su Ben Reilly (interpretato da Nicolas Cage). Ben è, o meglio era, “The Spider”, un eroe che volteggiava tra i palazzi di New York malmenando criminali. Ma la vita e un grosso trauma lo hanno cambiato.
All’inizio della serie lo troviamo stropicciato, livido, dedito all’alcol e profondamente cinico, intenzionato a lasciarsi alle spalle la maschera e l’idealismo di un tempo. Tuttavia, la New York del proibizionismo e della nascente Midtown è una giungla pericolosa in cui il crimine non dorme mai. Quando il cammino di Ben si incrocia con quello del boss malavitoso Silvermane e della sensuale cantante Cat Hardy (la versione dello show della celebre femme fatale Felicia Hardy), l’investigatore privato scoprirà di non essere l’unico in città ad avere “grandi poteri”. Per risolvere il mistero, non gli resterà che fare i conti con i propri demoni e tornare a essere il Ragno.

Più scazzottate che superpoteri: il ritmo dell’indagine
Dal punto di vista della narrazione, la serie gioca abilmente con tutti gli stilemi del cinema noir classico. Non aspettatevi battaglie epiche per la salvezza dell’universo, la posta in gioco qui è intima, sporca e personale. Il vero cuore della serie sono le investigazioni.
La sceneggiatura preferisce i dialoghi taglienti, i pedinamenti (grazie anche all’aiuto dell’immancabile ragazzino lustrascarpe e del giornalista Robbie Robertson, interpretato da Lamorne Morris) e le atmosfere fumose dei locali notturni. La regia gestisce bene le sequenze d’azione, che si traducono principalmente in scazzottate fangose e dinamiche da strada, capaci di regalare persino inaspettate derive horror e body horror nel corso degli episodi.

Un trionfo in bianco e nero (e non solo)
Visivamente, Spider-Noir è un piccolo gioiello di stile. La serie è stata concepita, illuminata e girata per dare il meglio di sé nel formato “Authentic Black & White”. Vedere i protagonisti muoversi di sbieco tra forti contrasti di luci e ombre, con il fumo delle sigarette che taglia l’inquadratura, restituisce una perfetta atmosfera da cinema anni ’40.
Sebbene sia disponibile anche una versione a colori (“True-Hue Color”) dai filtri molto saturi e quasi fluorescenti, il bianco e nero resta la scelta ideale per godersi appieno l’intento artistico dei creatori, fortemente supportato da Nicolas Cage, il quale ha ammesso di aver modellato la sua performance unendo il carisma di Humphrey Bogart all’imprevedibilità di Bugs Bunny.
Spider-Noir si attesta come una delle serie Marvel più divertenti, stilose e originali degli ultimi anni. Nonostante una trama orizzontale che a tratti può risultare leggermente prevedibile per gli amanti del genere investigativo, il pacchetto funziona dall’inizio alla fine. Se siete disposti ad accettare un tono talvolta sopra le righe e una narrazione dal ritmo più ragionato rispetto ai canoni classici dei supereroi, la New York anni ’30 di Prime Video saprà catturarvi senza lasciarvi orfani di risposte.
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