Ecco la nostra recensione del settimo episodio di The Handmaid’s Tale 4 dal titolo “Home” (Casa), dove assistiamo al disturbo post traumatico di June
Dopo il sesto episodio di The Handmaid’s Tale 4 (qui la nostra recensione) sulla piattaforma streaming Hulu, e in Italia su TimVision, questa settimana è arrivato il settimo episodio dal titolo “Home” (Casa). Ecco la nostra recensione.

The Handmaid’s Tale 4 x07: Recensione dell’episodio “Home”
Se pensavamo di aver raggiunto il picco di commozione con Vows, dopo la visione dell’episodio di questa settimana, ci dobbiamo fortemente ricredere.
E’ indescrivibile il tumulto di emozioni provato nel rivedere June Moira Emily e Rita assieme nella stessa stanza e per giunta in Canada, libere dal quel regime brutale e totalitario di Gilead.
Libertà però, è un parola grossa per chi ha vissuto l’inferno. Così, nel settimo episodio di The Handmaid’s Tale 4, assistiamo in pieno al disturbo post traumatico di June.
Il disturbo post traumatico di June
Di quanto fosse difficile il ricongiungimento familiare per i rifugiati ne avevamo già parlato l’anno scorso, durante il difficile percorso di Emily. La stessa Alexis in una intervista, aveva raccontato che aveva avuto modo di parlare con Andi Gitow, il vice direttore alle Nazioni Unite e l’aveva aiutata a capire meglio l’esperienza dei rifugiati.
L’esperienza che hanno vissuto i rifugiati è così diversa da quella che hanno vissuto i loro cari, c’è un’enorme disconnessione tra loro. Per colmare quel divario ci vuole tempo e molto di lavoro da parte di tutte le parti. Questo è l’unico modo per cercare di recuperare il loro rapporto.

Ma se Emily ha vissuto e soprattutto, sta tuttora vivendo questo processo (non riesce ancora a condividere lo stesso letto con sua moglie), June sente il bisogno di tornare il prima possibile alla normalità che un tempo conosceva.
Solo che più cerchi di dimenticare un evento traumatico (e in questo caso molti eventi traumatici) senza utilizzare i giusti strumenti, quando meno te l’aspetti tornerà indietro amplificato, generando ansia e panico.
Infatti è precisamente quello che è accaduto all’interno del supermercato, quando sono bastati dei semplici gesti o delle immagini, a scatenare tutto quello che June cercava di reprimere.
Inoltre, grazie a questo episodio, scopriamo che sono trascorsi sette anni da quando June e Luke sono stati separati.
Il significato della parola casa
June è finalmente libera e a casa con suo marito, la sua migliore amica e sua figlia Nichole. Si dice che la casa non è solamente l’insieme di quattro mura ma uno stato mentale. Vi siete mai avvicinati a qualcuno talmente tanto da sentirti parte di un qualcosa di più grande ? Di sentirsi appunto a casa?
Proprio per questo motivo June è libera e a casa ma non è a “casa”. Non è più la stessa persona che era prima di Gilead, non è più la stessa moglie, madre o miglior amica di un tempo.
E June sta cercando di tornare alla vita normale ma si trova in una normalità che non riconosce più, dove tuo marito e la tua migliore amica vivono insieme sotto lo stesso tetto e stanno crescendo tua figlia assieme, una bambina che hai concepito con un altro uomo di cui ti sei pure innamorata…

Ecco perché June inizia a sentirsi un ospite di una vita, che è quella di qualcun altro
L’unico punto di connessione tra Luke e sua moglie è il dolore che provano per la perdita di Hannah. Entrambi come abbiamo già detto in precedenza, si sentono in colpa per non essere riusciti a portarla in salvo. Punto che però non è abbastanza per ritrovare un clima familiare lineare.
Quello che uno si merita
Uno dei punti chiave del settimo episodio di The Handmaid’s Tale 4 è il concetto di merito.
Dopo i sette anni vissuti a Gilead, gli orrori di cui è stata testimone, le persone che ha tradito e quelle che ha ucciso, June non sente di meritare quella libertà, quella pace familiare che sta lentamente assaporando.
Pertanto chiede alle altre sopravvissute la loro opinione su questa questione. Escludiamo Rita per un momento, se riflettiamo attentamente sia Emily che Moira hanno tolto la vita a delle persone. Uccidere qualcuno, nonostante i motivi che ti hanno portato a quella scelta è un qualcosa che ti cambia profondamente.
Senza contare, il terrore sul suo volto, quando ha scoperto della gravidanza di Serena.
Nichole potrebbe davvero essere figlia di Fred?
