Buonvino – Misteri a Villa Borghese e i suoi personaggi tra fragilità, ironia e normalità, Intervista a Giorgio Marchesi e Serena Iansiti
In occasione dell’uscita di Buonvino – Misteri a Villa Borghese, abbiamo intervistato Giorgio Marchesi e Serena Iansiti, protagonisti della fiction in onda su Rai 1 giovedì 7 e 14 maggio 2026. La serie è diretta da Milena Cocozza, con soggetto e sceneggiatura di Salvatore De Mola e Michela Straniero, consulenza editoriale di Walter Veltroni e tratta dai romanzi del ciclo “Il commissario Buonvino” di Walter Veltroni, editi da Marsilio. Produzione Palomar in collaborazione con Rai Fiction.
Buonvino – Misteri a Villa Borghese: Intervista a Giorgio Marchesi e Serena Iansiti
Alla domanda su come si siano relazionati ai loro personaggi, Giorgio Marchesi racconta un approccio progressivo, fatto soprattutto di ascolto della scrittura e ricerca di una misura precisa nel tono.
“Ho cercato di capirlo. All’inizio è stato abbastanza semplice, soprattutto perché le battute dicevano una cosa, ma bisognava trovare un modo diverso di dirle. È una dinamica differente. Il mio personaggio è un uomo gentile, uno che non si arrabbia mai, o comunque quasi mai. Però è difficile, perché quando entra nel commissariato si trova davanti una squadra abbastanza sgangherata e quindi, in teoria, alcune situazioni sembrerebbero portare a una ‘cazziata’, a una sgridata generale. Ma mi sono reso conto che non sarebbe stato coerente con Buonvino. Per questo mi sono approcciato con apertura e curiosità, cercando di portare sempre dentro l’umanità che già traspariva dalla sceneggiatura e dai libri.”

Accanto a lui, Serena Iansiti racconta invece il proprio personaggio partendo da un equilibrio interno tra sicurezza e vulnerabilità.
“Mi è piaciuto molto il mio personaggio. È una donna molto sicura di sé, senza fronzoli, ma questa sicurezza nasconde una grande fragilità, che in realtà è anche la sua forza. È una donna completa. E quello che mi ha colpito di tutti i personaggi è proprio questo: non sono eroi, non sono antieroi, sono persone normali, ‘sgualcite’, che hanno attraversato e attraversano difficoltà, ma che riescono comunque a cogliere una seconda occasione.”
Sul lavoro con i personaggi e la loro costruzione a partire dai romanzi, Marchesi sottolinea il valore di partire da una base letteraria già strutturata, pur con le inevitabili differenze tra pagina e schermo.
“Conoscere l’esistenza dei romanzi aiutava, ma non li avevo letti all’inizio. C’è sempre un po’ il timore di farlo durante il progetto, perché poi sceneggiatura e libro non coincidono sempre. Dopo però mi sono letto il primo, proprio per arricchire l’idea di Buonvino. E alla fine della serie mi sono letto anche l’ultimo in pochi giorni. Ormai, quando leggo Veronica, vedo Serena, e gli altri personaggi me li immagino con i volti della serie.”
Anche Iansiti riflette sul rapporto tra romanzo e interpretazione, sottolineando la responsabilità ma anche la libertà dell’attore.
“È comunque un valore aggiunto interpretare un personaggio nato da un romanzo, perché hai una struttura forte che lo sostiene. Però la nostra interpretazione resta personale, e speri sempre che corrisponda anche all’idea che i lettori si erano fatti.”
La nostra intervista video completa
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