Caterina GabanellaCaterina Gabanella

La nostra intervista all’attrice Caterina Gabanella, in teatro con Operaccia SatiricaOnora i padri e paga la psicologa al fianco di Paolo Rossi

La vita di Caterina Gabanella non ha mai seguito una linea retta: durante il suo percorso ha incontrato curve impreviste e compiuto salti coraggiosi che cambieranno per sempre il suo destino. Prima il pattinaggio artistico che la rende un’atleta della nazionale italiana, poi gli studi dell’animo umano, inseguendo il sogno di diventare terapeuta. Finché, quasi per gioco, arriva la svolta. Un suggerimento del suo tutor le fa scoprire per la prima volta le tavole polverose e le luci accese del teatro, Caterina scopre a 27 anni ciò che dà senso a tutto il resto: la recitazione, la sua vera vocazione.

Intervista a Caterina Gabanella

Bingy News: Da ottobre sei in tournée insieme al Paolo Rossi con lo spettacolo teatrale Operaccia SatiricaOnora i padri e paga la psicologa. Da stasera fino al 29 marzo sarete in scena al Teatro Menotti. di Milano. Come sta andando?

Caterina Gabanella: È un successo. Facciamo quasi ovunque sold out, abbiamo toccato sia teatri grandi che posti sperduti, ma la magia di questo spettacolo è che è molto adattabile. Si tratta di una terapia col pubblico fatta a Paolo Rossi e c’è una grande parte di improvvisazione. È bello vedere come lo spettacolo si trasforma in base anche alla piazza che incontriamo.

È un’esperienza molto positiva, anche perché mette insieme un po’ la mia storia personale. Io sono laureata in psicologia e non avrei mai pensato di fare la terapeuta di Paolo Rossi in scena, però siamo complementari. Diciamo che nella costruzione dello spettacolo è emersa la mia mentalità in qualche modo, sia nell’empatia col pubblico che con Paolo.

Bingy News: Lo spettacolo si basa molto sull’improvvisazione, come ci si prepara prima di entrare in scena?

Caterina Gabanella: In questo ho rubato molto da Paolo Rossi. Quando abbiamo tempo si respira il posto già alla mattina andando in giro per il paese o per la città in cui si va in scena, si capisce un po’ qual è l’energia del posto e quali sono i discorsi della gente, si ascolta, si vive già, ci si prepara nella vita al momento poi della performance. Poi si ascolta il pubblico dietro le quinte, c’è sempre un momento di raccoglimento in cui ascoltiamo il brusio del pubblico. È un ascolto che si affina stando sul palcoscenico con un maestro come Paolo Rossi. Recitare con lui è una palestra continua all’essere curiosi, vigili, pronti all’azione. Lui direbbe che il suo modo di fare teatro è in qualche modo un po’ anarchico, e per farlo ci vuole una grande disciplina interiore che presuppone anche un grande rispetto e ascolto di tutto ciò che accade nell’ambiente.

Operaccia satirica MEQ 17 C Marta Ester Quaglierini

Bingy News: Il sodalizio artistico con Paolo Rossi è nato già tempo fa, ricordi il vostro primo incontro?

Caterina Gabanella: In realtà è avvenuto tempo prima, dopo un laboratorio che ho fatto alla Maddalena in Sardegna, La valigia dell’attore, e come maestro c’era Paolo. Ma il primissimo incontro che ho avuto con lui è stato per un provino a Bolzano per uno spettacolo che poi non è mai stato fatto. Eravamo quasi 35 attori, credevo di stare lì una mezz’ora, invece ci ha tenuto per almeno 3-4 ore. Ero rimasta completamente entusiasta della cura e del suo modo di guardare tutti questi ragazzi, ma non c’era stato nessuno scambio.

Bingy News: Nel corso di questi anni qual è l’insegnamento più grande che hai ricevuto da Paolo Rossi?

Caterina Gabanella: L’autodisciplina. Non si direbbe mai da Paolo Rossi, è fa ridere pure.

Bingy News: E invece il lato nascosto di Paolo Rossi che hai scoperto?

Caterina Gabanella: Sempre l’autodisciplina. Per essere una gran persona, un grande artista, un grande sportivo credo ci vogliano regole proprie, magari particolari, ma sicuramente nulla si ottiene senza lavoro.

Bingy News: Operaccia SatiricaOnora i padri e paga la psicologa si basa molto sull’osservazione del pubblico, ma che cosa hai percepito in questa tournée?

Caterina Gabanella: Mi ha colpito che piaccia tanto la figura dello psicologo, o della psicologa. Credo che a livello collettivo ci sia molto bisogno di terapia. Questo caos che stiamo attraversando a livello mondiale, politico, è anche un caos umano e relazionale. E penso che il teatro sociale, la terapia di gruppo, potrebbe essere un lavoro socialmente utile oggi. C’è bisogno di relazione e di condivisione, il pubblico è rimasto molto isolato dopo il Covid e questa ferita non è del tutto passata.

Un’altra cosa che mi ha stupito è l’idea della prestazione. Paolo è molto abile a togliere quest’idea di prestazione, ma di mettere l’accento sempre sull’utilità sociale che deve avere uno spettacolo. Quindi in qualche modo si va più a servizio in ascolto di un pubblico. La prima regola è assolvere un bisogno e questo toglie l’ansia da prestazione cosi che i momenti più poetici escono in maniera più sensibile e più dedicata, anziché autoriferita.

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Di Valentina Turci

Nata e cresciuta a pane e serie tv. La sua carriera nell'informazione inizia nel 2013 muovendo i primi passi nei magazine locali, per poi specializzarsi nel settore dell'intrattenimento.

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