Elle, il prequel de La rivincita delle bionde su Prime Video: vale la pena vederlo? - RecensioneElle, il prequel de La rivincita delle bionde su Prime Video: vale la pena vederlo? - Recensione

Su Prime Video una serie tv rosa shocking da guardare in una giornata, Elle – prequel de “La rivincita delle bionde” arriva per conquistare tutti

Preparate i popcorn, amanti del binge-watching, se cercate la serie perfetta da divorare tutta d’un fiato nel weekend, Prime Video ha appena sganciato l’esca perfetta, Elle. Ma attenzione, perché se c’è una cosa che Hollywood adora fare negli ultimi anni, è scoperchiare la tomba della nostalgia, riesumare un’icona pop intoccabile e chiederci: “Ehi, vi siete mai chiesti cosa faceva a 16 anni?”. La risposta standard di solito è “No, stavamo benissimo anche senza saperlo”.

Eppure, Elle – il nuovo prequel seriale de La rivincita delle bionde targato Prime Video e blindato dalla Hello Sunshine di Reese Witherspoon – è arrivato per dimostrare che il rosa shocking può sopravvivere a tutto. Persino agli anni ’90.

Il risultato? Un teen drama che visivamente è una bomba atomica, ma che a livello di trama offre una visione tanto scorrevole quanto ricca di evidenti disturbi della personalità.

Elle, il prequel de La rivincita delle bionde su Prime Video: vale la pena vederlo? - Recensione
Elle, il prequel de La rivincita delle bionde su Prime Video: vale la pena vederlo? – Recensione

Benvenuti a Seattle: dove il rosa va a morire (forse)

La premessa è un vero e proprio shock culturale al contrario. Prendete Elle Woods prima che diventasse il mito in tailleur di Harvard, toglietele il sole di Beverly Hills e catapultatela nella Seattle del 1995. Sì, l’anno di Clueless, ma anche l’epicentro del grunge, dei Nirvana e delle camicie di flanella oversize.

A causa di un flop finanziario del padre (un perfetto Tom Everett Scott, ormai “Dad di default” della TV), la nostra Cosmo Girl in miniatura si ritrova in un liceo dove essere popolari significa ascoltare rock alternativo e avere un’anima tormentata. Vestirsi di rosa e citare i consigli di bellezza delle riviste? Un crimine sociale supremo.

A reggere il peso di questo scontro c’è Lexi Minetree, ed è onestamente la cosa migliore dello show. Ha la stessa identica mimica di Reese Witherspoon, lo stesso sorriso d’acciaio e la capacità di rendere adorabile un personaggio che rischiava di essere insopportabile. Immaginate Enid di Mercoledì intrappolata in un episodio di Daria.

Elle, il prequel de La rivincita delle bionde su Prime Video: vale la pena vederlo? - Recensione
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Il paradosso del prequel: il cane che si morde la coda (glitterata)

Ma passiamo alle note dolenti, perché la showrunner Laura Kiittrel si è infilata in un vicolo cieco narrativo. Un buon racconto di formazione richiede che il protagonista cambi, impari qualcosa e si evolva. Ma qui siamo in un prequel. Se Elle impara a essere meno superficiale e più “dark/impegnata” a Seattle, perché all’inizio del film del 2001 la ritroviamo esattamente al punto di partenza, ossessionata dal fidanzato e dai canoni di Malibu?

Rendere Elle “matura” oggi significa distruggere la Elle del film di domani. È un cortocircuito di scrittura che rende inutile qualsiasi evoluzione. Si gira a vuoto, insomma. Un altro elemento che fa storcere il naso è la strana gestione della timeline, la serie è ambientata nel 1995, ma sembra scritta con gli occhi di chi vive oggi.

Veder comparire citazioni famose che saranno davvero popolari solo dieci anni più tardi, come ad esempio Mean Girls, fa venire il sospetto che la produzione del film avesse una specie di lista di controllo delle cose da fare per essere politically correct, senza curarsi molto dell’accuratezza storica. Non c’è niente di male nel voler essere sensibili ai giorni nostri, ma quando lo applichi a ragazzi che nel 1995 ascoltavano dischi dei Pearl Jam, beh, suona proprio strano.

Nonostante alcuni problemi nella trama e una crisi d’identità momentanea, il film è davvero piacevole da guardare e risulta essere il perfetto guilty pleasure per il fine settimana. Gli attori secondari sono davvero bravi e meritano una menzione speciale James Van Der Beek, l’indimenticabile Dawson, infatti, offre una performance davvero magnetica nel ruolo di Dean Wilson, rubando spesso la scena. La colonna sonora è fantastica e il gioco è fatto. Il messaggio principale rimane sempre lo stesso, non giudicare una persona dall’apparenza. Peccato che per dirlo di nuovo abbiano dovuto creare una macchina del tempo davvero confusa.

Elle – prequel de “La rivincita delle bionde” dal 1° luglio su Prime Video

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