erasmo genzini intervista

BN: A proposito di costiera…tu arrivi da una città poco distante: Gragnano. Ma quanto hai dovuto sacrificare per emergere da una realtà piccola? 

Erasmo Genzini: Sicuramente non è semplice come per chi vive a Roma, però credo sia anche un luogo comune ormai superato. Prima c’era questa diceria, sai come per la moda— se vuoi fare la moda devi stare a Milano, se vuoi fare cinema devi stare a Roma. Io ho preferito vivere a Gragnano e sto da dio. Per fortuna, ringraziando Dio, riesco a lavorare.

È chiaro che non è mai un punto d’arrivo, ma è sempre un punto d’inizio, questo lo dico sempre. Non mi sono mai sentito assolutamente arrivato, anzi, il percorso da fare è ancora lungo e è sempre in salita. Credo che con un po’ di tenacia e con un po’ di determinazione si riescono ad ottenere dei risultati. Anche perché stare a Roma potrebbe aiutare, ma solo nel caso in cui l’aspirante attore in questione sia predisposto a una vita sociale che potrebbe avvantaggiarlo in qualche modo.

Io non sono sicuramente una di quelle persone: nel senso che, socialmente, mi rendo poco utile per quanto riguarda quei circoletti ai quali non appartengo e ai quali non ho neanche voglia di appartenere. Io sto troppo bene qui a Gragnano, con le mie cose, con le mie persone e con la mia gente, ti dico la verità.

erasmo genzini

BN: Il pubblico sta imparando ad amarti grazie alle fiction di successo che hai girato negli anni: ‘Che dio ci aiuti’, ‘L’isola di Pietro, ‘Mina Settembre’. Che rapporto hai con la notorietà ? 

Erasmo Genzini: Molto sereno, sono da sempre stato molto umile e disponibile, questo me lo dico con molta sincerità, e non è da tutti, perché mi capita di assistere a delle cose che ti lasciano un po’ a bocca aperta con attori che magari hanno cominciato ieri. Io credo che per chi fa questo lavoro la risposta delle persone che incontri per strada o sui social, sia l’aria che ti aiuta a respirare e a vivere di questo lavoro. Non ci sono altre cose che possono aiutarti a capire che stai facendo bene. Per cui la vivo con molta gioia, sono molto felice quando mi fermano per strada e mi fanno un complimento o mi chiedono una foto, sono molto orgoglioso di questo.

BN: Ricordi la prima volta che sei stato riconosciuto per strada? 

Erasmo Genzini: È stata bellissima perché avevo girato una serie per Rai 1 che si chiamava ‘Sotto Copertura’ che ebbe un successo incredibile. Era il mio primo ruolo, non da protagonista, ma era un personaggio scritto così bene, con una storia d’amore così bella, che il pubblico si era affezionato tantissimo e la città protagonista di questa serie era Caserta.

Appena uscita, la domenica andai con mia madre e mio padre in un centro commerciale vicino Caserta e ricordo che, appena scendemmo dalla macchina, cominciò a crearsi un caos incredibile al quale non eravamo né io né la mia famiglia assolutamente abituati. Non posso mai dimenticare che mia mamma, quasi intimidita da questa cosa, si mise da parte molto emozionata e quell’emozione nei suoi occhi è una cosa che non potrò mai dimenticare. È stato bellissimo.

BN: La tua famiglia ti ha aiutato nel tuo percorso lavorativo?

Erasmo Genzini: Tantissimo, più di tutto e più di tutti. La mia famiglia gestisce un’attività per la quale il mio aiuto sarebbe stato indispensabile. Anche se incastrando un po’ gli impegni riesco comunque. Nonostante questo non mi hanno mai fatto pesare nulla e mi hanno lasciato sempre camminare da solo, inseguendo i miei sogni. Hanno comunque sempre creduto in me.

Ho cominciato a studiare recitazione grazie a loro. Io ero timidissimo ed introverso. Però era una cosa che mi piaceva, solo che da piccolo preferivo giocare a calcio, anche se ero un po’ una pippa. Poi ci sono riuscito, ho cominciato e non ho più smesso, anzi è diventato il mio pane quotidiano ed anche il lavoro che mi ha permesso di raggiungere tantissimi obiettivi.


BN: A proposito di Mina Settembre…manca solo l’ufficialità ma sembrerebbe che la quarta stagione sia in lavorazione. Potrebbe esserci un ritorno di Jonathan dalla Sicilia?

Erasmo Genzini: Mi auguro di sì, ma con tutta onestà potrebbe anche non tornare. Il finale lasciava delle porte aperte, ma quelle porte potrebbero restare tranquillamente chiuse, per cui sarà volere della produzione capire se Fiore e Jonathan continueranno ad esserci o meno. È stata una serie molto bella, girata a Napoli vicino casa, un progetto che mi è sempre piaciuto, infatti ero molto contento di farne parte. Vedremo che succede.

BN: Se tuo figlio, che ora è ancora piccolo, ti dicesse da grande “voglio fare l’attore” come credi che reagiresti?

Erasmo Genzini: Benissimo, non vedo l’ora. Anzi secondo me è anche un gran talento, sicuramente supera di gran lunga il padre perché dice delle bugie incredibili, ma lo fa con un’onestà che ti lascia spiazzato. In realtà ha interpretato mio figlio in una serie che andrà in onda quest’anno che si chiama ‘La promessa di Patrizio’ la storia del campione di pugilato Patrizio Oliva. La regia mi chiese se avessi voglia di farlo fare a mio figlio, e ho detto sì. L’ho chiesto chiaramente a lui ed è stato così gentile da acconsentire la sua partecipazione in questa serie.

BN: Quindi presto ti rivedremo su Rai1?

Erasmo Genzini: Si con ‘La promessa di Patrizio’ e poi lo scorso anno ho girato una serie in Lapponia da protagonista, insieme ad altri due attori italiani. Una bellissima commedia romantica che farà molto ridere. È stato incredibile girare durante il mese di luglio in Finlandia, una realtà completamente diversa.

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Di Valentina Turci

Nata e cresciuta a pane e serie tv. La sua carriera nell'informazione inizia nel 2013 muovendo i primi passi nei magazine locali, per poi specializzarsi nel settore dell'intrattenimento.

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