Grazia Schiavo intervista

BN: E a proposito di sogni, tutto ciò che sognavi da adolescente si è avverato o c’è qualcosa che speri possa accadere?

Grazia Schiavo: Qualcosa si è avverato, ma spero che molto possa ancora accadere. Io sono di quelle infallibili sognatrici che non demordono, però oggi vorrei mettere benzina a questi sogni. Nel nostro mestiere si rischia sempre di attendere che qualcosa caschi dall’alto, che il miracolo si avveri e, per carità io ho molta fede, ma a volte bisogna anche proporre qualcosa di proprio. Una mia coach diceva: “rimani nel sogno, qualsiasi cosa accada”. Quindi avere questa capacità di rimanere dentro un desiderio, una passione, credo sia molto importante.

BN: Quando hai iniziato ad appassionarti alla recitazione?

Grazia Schiavo: La mia era una famiglia teatrale. Mio padre da piccolo, prima di fare l’avvocato, aveva una sua compagnia di famiglia e ci raccontava di questo teatro amatoriale, con la mamma che gli cuciva i vestiti. Era bello sentire dell’intera famiglia che faceva questi spettacoli, spesso religiosi. Ho iniziato a fare un lavoro teatrale a 14 anni, al liceo classico, perché mia sorella aveva iniziato prima e si è dedicata fondamentalmente a un suo teatro come attrice e drammaturga. Per alcuni aspetti lei è stata un riferimento, anche se io ho avuto esperienze più variegate tra la televisione e il cinema.

Grazia Schiavo intervista foto
Grazia Schiavo

BN: Prossimamente sarai anche al cinema con ‘Innamorarsi e altre pessime idee,’ un film con Lino Guanciale, Andrea Delogu e Ilenia Pastorelli. Che tipo di esperienza è stata?

Grazia Schiavo: Bellissima, a cominciare dai miei colleghi di lavoro. Lino Guanciale è un attore eccezionale dal punto di vista umano. Io e Andrea Delogu, che avevamo già lavorato insieme e che amo, ci siamo proprio confrontate su questo aspetto. Lino è una persona di grande rigore e competenza. Ho conosciuto Ilenia, una donna molto divertente, ma anche profonda.

Nel film sono la moglie di Lino Guanciale, psicologa, e mi è piaciuto anche questo aspetto perché ho ripreso una grande passione che è quella dello studio della psicologia. Sono una counseling professional, una professione di aiuto che ho visto strettamente legata al mio lavoro. I personaggi non sono mai casuali. Lei è una psicologa in crisi sentimentale, altra nota interessante perché poi sembra sempre che i medici non si possano ammalare e gli psicologi non possano avere problemi e inquietudini. Si accorge che qualcosa non va. A volte in questa società si tende a considerare le crisi come qualcosa di cui vergognarsi, invece possono essere dei grandi punti di svolta se vengono ascoltate, accolte, e poi cavalcate.

BN: Ultimamente nella serialità italiana vediamo molti personaggi femminili che coprono delle posizioni molto importanti, pensiamo al sostituto procuratore Imma Tataranni, il vicequestore Lolita Lobosco. Segno che la società sta cambiando è che la donna è sempre più presente con ruoli di spicco. Quanto tutto questo può essere di ispirazione per le giovani donne?

Grazia Schiavo: Secondo me tanto. Le serie Rai stanno sfornando dei prodotti interessanti e ispiranti. Stanno veicolando dei messaggi. La donna si può conquistare e si deve conquistare dei ruoli perché ha più risorse, può avere un campo di immaginazione molto più vasto all’interno di un ruolo.

Trovo che sia giusto sdoganare questa immagine di chi vuole una donna che appartiene a un passato remoto. Ce ne sono molte che vanno rispettate e volute bene. Vanno amate e aiutate a ritrovare le proprie risorse.

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Di Valentina Turci

Nata e cresciuta a pane e serie tv. La sua carriera nell'informazione inizia nel 2013 muovendo i primi passi nei magazine locali, per poi specializzarsi nel settore dell'intrattenimento.

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