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Presentato in concorso alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia dove ha vinto il Premio ARCA Cinema Giovani come miglior film italiano, “L’Estranea” di Paolo Strippoli correrà agli Oscar 2027 come “The Spiral”

Arriviamo un po’ in ritardo con questa recensione, ma davvero non potevamo lasciarla scappare, soprattutto adesso che “L’Estranea” è stata scelto dalla commisione ANICA per rappresentare l’Italia nella corsa al Miglior Film Internazionale agli Academy Awards, dove gareggerà con il titolo internazionale “The Spiral”.

Il film segna un nuovo capitolo per la carriera di Paolo Strippoli, classe 1993, nato a Corato e uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia dopo la laurea alla Sapienza. Dopo il successo di A Classic Horror Story (diretto con Roberto De Feo) su Netflix e i premi presi con Piove e La valle dei sorrisi (Nastro d’Argento per il Miglior Soggetto), con “L’Estranea” il regista si conferma una delle voci più originali del nostro horror d’autore.

La pellicola è stata presentata in anteprima mondiale, in concorso alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove si è portata a casa il Premio ARCA Cinema Giovani come miglior film italiano.

La critica internazionale ha accolto “L’Estranea” con entusiasmo, cosa piuttosto rara per una produzione italiana di genere: qualcuno l’ha definita “delectably nasty fun”, altri l’hanno chiamato “uno dei ritratti più complessi della genitorialità narcisistica degli ultimi anni”, c’è chi ha elogiato apertamente la miglior interpretazione di sempre di Valeria Bruni Tedeschi e chi ha sottolineato la solidità della performance di Jasmine Trinca, insomma, ci sono tutti gli ingredienti per candidare “L’Estranea” tra le favorite per la cinquina finale alla notte degli Oscar del marzo 2027.

Intanto, vi lasciamo la nostra recensione, con la speranza di tornare a parlarne tra qualche mese, magari per commentare un risultato lusinghiero per il cinema italiano.

Un patto col diavolo, in trench coat

C’è qualcosa di perversamente affascinante alla base di “L’Estranea”: una famiglia borghese di Bari, ossessionata dall’apparenza e dal decoro sociale, pronta a stringere un patto col diavolo pur di non ammettere nemmeno una piccola imperfezione. Tutto comincia con un brutto incidente che sconvolge un pomeriggio di festa apparentemente perfetto, costringendo la madre Anna (Jasmine Trinca) a un incontro decisivo con una misteriosa donna che le offre una soluzione al suo dramma. Ma il prezzo da pagare c’è sempre: da qui in poi, il film si trasforma in una spirale di baratti sempre più crudeli, dove ogni sacrificio richiesto mette a nudo l’ipocrisia e la vanità di una famiglia più attenta all’immagine pubblica che al vero benessere dei propri figli.

Strippoli e il co-sceneggiatore Salvatore De Chirico costruiscono la storia come un orologio a carica lenta, diviso in quattro capitoli, ognuno dedicato a un membro della famiglia Colonna, intrecciando presente e passato con un controllo del ritmo quasi sorprendente per un film che sfiora le due ore.

Valeria Bruni Tedeschi, un’entrata in scena da ricordare

Se c’è una ragione su tutte per correre in sala a vedere “L’Estranea” è la prova di Valeria Bruni Tedeschi, la sua Estranea è un demone in trench, capelli a caschetto e sigaretta sempre accesa, che parla con toni che mischiano condiscendenza, crudeltà e ironia tagliente, capace di cambiare in un attimo il tono della scena. Bruni Tedeschi gioca con l’ambiguità senza mai cadere nella caricatura: la sua Estranea diverte e terrorizza insieme, seduce e disprezza, rende memorabile ogni battuta. Un’interpretazione che resta addosso alla pelle di chi ama il cinema di genere, e che da sola basterebbe a giustificare il film.

Il cast però non sfigura, Jasmine Trinca dà ad Anna una fragilità narcisistica tangibile, una donna convinta di agire per amore mentre distrugge la sua famiglia per proteggerne l’immagine. È un personaggio difficile, mai davvero simpatico, eppure Trinca lo tiene umano fino alla fine. Romana Maggiora Vergano, la figlia Alice ormai adulta, regge il peso di un rancore covato da una vita, mentre Adriano Giannini, nel ruolo del padre Walter, incarna una mascolinità soffocante, ossessionata dal successo sportivo del figlio e cieca di fronte alle sue debolezze.

Bruni Tedeschi, Trinca, Giannini e Maggiora Vergano compongono un cast di rilievo per L’Estranea, un horror che può contare anche sul contributo dei giovani interpreti della famiglia Colonna. Le loro interpretazioni rendono credibili i personaggi nelle diverse età, accompagnando una storia che si sviluppa nell’arco di venticinque anni.

"L'Estranea" di Paolo Strippoli correrà per gli Oscar 2027
“L’Estranea” di Paolo Strippoli correrà per gli Oscar 2027

La regia di Strippoli, tra eleganza e satira

Sul piano visivo, la pellicola conferma quanto di buono Strippoli aveva già fatto vedere in passato. La fotografia di Cristiano Di Nicola costruisce un’eleganza che spesso disorienta, accompagnando la famiglia Colonna dentro il proprio incubo domestico, il lavoro sul suono, tra il sound design di Quentin Collette e le musiche di ROB, contribuisce a creare una tensione continua, senza mai invadere troppo.

L’Estranea convince soprattutto quando intreccia l’orrore sovrannaturale con la satira sociale, raccontando l’ossessione per le apparenze e le aspettative di genitori che confondono l’amore con la pretesa di avere figli perfetti. Questo rapporto emerge con particolare durezza nel capitolo dedicato a Tobia, alle prese con un improvviso aumento di peso. È uno dei passaggi più disturbanti del film, anche per il modo in cui i genitori reagiscono al suo cambiamento fisico, preoccupati più di come verrà visto dagli altri che di ciò che sta vivendo.

"L'Estranea" di Paolo Strippoli correrà  per gli Oscar 2027
“L’Estranea” di Paolo Strippoli correrà per gli Oscar 2027

Perché parlarne proprio ora, pensando agli Oscar

L’Estranea merita attenzione anche da chi non frequenta abitualmente l’horror, perché le dinamiche familiari che racconta possono risultare fin troppo riconoscibili. La scelta di rappresentare l’Italia agli Academy Awards offre al film di Strippoli l’occasione di raggiungere un pubblico internazionale, che potrebbe ritrovare nella famiglia Colonna le stesse ossessioni per l’immagine e il giudizio altrui.

La corsa agli Oscar resta difficile, ma il film ha le qualità per farsi notare. La speranza è che venga valutato con l’attenzione che merita e che il suo percorso prosegua più a lungo di quello di Vermiglio, la cui esclusione, lo ammetto, non mi è ancora andata giù.

Una famiglia che fa paura anche senza il sovrannaturale

Strippoli costruisce un horror che diverte e disturba, soprattutto quando mostra quanto possano diventare crudeli i rapporti tra genitori e figli. Il cast sostiene bene anche i passaggi più estremi, mentre la struttura a capitoli non mantiene sempre lo stesso ritmo e alcune scelte di sceneggiatura chiedono allo spettatore di sorvolare sulla loro plausibilità. Sono limiti che si avvertono, ma non compromettono un film capace di lasciare il disagio anche dopo la visione, per il modo in cui l’ossessione di questa famiglia per la perfezione finisce per soffocare chi ne fa parte.

Il nostro giudizio

Con “L’Estranea”, il cinema italiano di genere dimostra di potersela giocare alla pari con le grandi produzioni internazionali, grazie anche a una Valeria Bruni Tedeschi semplicemente perfetta. Che gli Oscar arrivino o meno, “L’Estranea” è un film che merita di essere visto, discusso e, soprattutto, temuto.

Prodotto da Propaganda Italia, il film arriverà nelle sale italiane l’8 ottobre distribuito da 01 Distribution.

La recensione di “L’Estranea” proviene dalla Mostra del Cinema di Venezia 2026 dove il film è stato proiettato in anteprima internazionale.

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