Quasi vera, Fausto Brizzi e Rocío Muñoz Morales tra intelligenza artificiale e amicizia sul setQuasi vera, Fausto Brizzi e Rocío Muñoz Morales tra intelligenza artificiale e amicizia sul set

Nella nostra intervista per Quasi vera, Fausto Brizzi e Rocío Muñoz Morales raccontano come usano l’intelligenza artificiale, immaginano cosa combinerebbero i loro avatar e si mettono alla prova con un gioco sulle identità virtuali. Tra battute e confessioni, emerge anche l’amicizia nata lavorando insieme.

«Ok, attiviamo modalità conversazione». «Modalità conversazione attivata». L’intervista a Fausto Brizzi e Rocío Muñoz Morales comincia con uno scambio che ci porta subito nel tema di Quasi vera. Parliamo di intelligenza artificiale, del posto che occupa nelle loro giornate e di quello che potrebbe avere nel cinema, ma basta poco perché le risposte diventino anche un’occasione per punzecchiarsi.

Rocío ammette di usarla ogni tanto per trovare uno spunto per i social e, soprattutto, per cercare informazioni. Brizzi la studia pensando alle possibilità che potrebbe aprire nel suo lavoro. Quando invece chiediamo cosa temerebbero di una versione virtuale di loro stessi, le preoccupazioni cambiano parecchio.

Quasi Vera: L’intelligenza artificiale tra spunti per i social e nuove possibilità per il cinema

Qual è il vostro rapporto con l’intelligenza artificiale? L’avete mai usata per creare un post o per rispondere a qualcuno?

Prima ancora della risposta, Brizzi si rivolge alla collega. «Dì la verità, devi dire la verità però».

Rocío Muñoz Morales ammette di averla utilizzata «per avere degli spunti, mai per rispondere a qualcuno». Il riferimento è ai social e a quei giorni in cui trovare qualcosa da scrivere le riesce meno facilmente. Brizzi la incalza, chiedendole se stia parlando della sua attività di scrittrice, ma lei precisa che sta rispondendo alla domanda sui post.

«Per me, devo dire, confesso soprattutto che è diventato il mio nuovo Google», aggiunge. «Io non vado più a cercare su Google delle cose. “Chi fu il fondatore?” Vado su ChatGPT».

Brizzi non si lascia sfuggire l’occasione per una battuta. «Però poi dice che è contraria, capito? In realtà ci svolta le giornate, ci svolta i post, dai». Rocío ribadisce di usarla poco e lega le sue riserve a qualcosa in cui crede. «Io credo nell’autenticità di tutti, di tutti noi».

Fausto Brizzi guarda soprattutto alle conseguenze per il cinema. «Io la studio principalmente e cerco di capire dove può andare nel mio lavoro». Per spiegare il cambiamento che immagina, ricorre a un paragone. «Siamo degli amanuensi. Nel momento in cui arriva la stampa a caratteri mobili possiamo fare quello che vogliamo».

Nella sua prospettiva, l’intelligenza artificiale potrebbe dare più spazio alla fantasia. «La vedo come, in qualche modo, veramente una liberazione dalla schiavitù del budget». A scegliere, però, dovrebbe continuare a essere una persona. «Servirà sempre un umano che decide “facciamo questo film, questo non lo facciamo, questa scena va bene così, questa la rifacciamo”».

Il riferimento successivo è all’animazione, alla capacità di coinvolgere il pubblico anche attraverso personaggi che non sono reali. «È da cento anni che noi comunque ci innamoriamo, ci divertiamo, ci commuoviamo davanti a dei cartoni animati».

Quasi Vera: tra social, solitudine e il bisogno di sentirsi visti - Recensione
Quasi vera, Fausto Brizzi e Rocío Muñoz Morales tra intelligenza artificiale e amicizia sul set | INTERVISTA

Quasi vera e Una settimana nelle mani del proprio avatar

Abbiamo chiesto a ChatGPT di farci una domanda da proporvi. Se la vostra versione virtuale prendesse il vostro posto per una settimana, qual è la cosa che temereste possa fare al posto vostro?

Rocío ha già la risposta, anche se inizialmente esita a condividerla. «Secondo me la mia manderebbe a quel paese un po’ di gente, cosa che io non faccio. Ma io credo che il mio avatar lo farebbe, ci godrebbe in questa cosa tantissimo».

Per Brizzi, invece, il timore riguarda direttamente la scrittura. «Avrei il terrore di scoprire che scrive meglio di me. Spero che questo non accada».

È poi Rocío a rilanciare, chiedendogli cosa farebbe un “Fausto avatar”. «Sicuramente si prenderebbe il tempo libero che ultimamente Fausto reale ha poco», risponde lui. «Finita questa intervista vado su un set dove faccio la notte».

Il gioco delle identità

Con le bacchettine in mano, i due passano al nostro gioco. Chi è più probabile che si innamori di un’intelligenza artificiale? Brizzi non ha dubbi. «Sicuramente io. Lei è concreta, reale, artigianale».

Le domande proseguono tra seconde identità online e il rischio di essere smascherati usando un’identità falsa, finché arriviamo a quella che richiama il titolo del film.

Chi tra voi è “quasi vera” o “quasi vero”?

Rocío coglie l’occasione per parlare del collega. «Io credo che Fausto sia una persona molto autentica. È una scoperta anche di aver lavorato con lui». Poi gli chiede, scherzando, di ricambiare.

Brizzi risponde raccontando qualcosa nato proprio durante la lavorazione. «Sai la cosa che non abbiamo detto ancora? In questo film che parla di artificialità io e Rocío siamo diventati amici. È una cosa pazzesca ed è vera, peraltro. È forse l’unica cosa vera di questo film».

«Dai, smettila, ma che stai dicendo?», replica lei. Tra le battute sulla finzione e sugli attori che non ha incontrato, Rocío torna però su quell’amicizia. «È stato bello anche l’incontro con Fausto».

Mi serve soltanto che mi diciate una parola che descriva Quasi vera, senza usare “quasi” e “vera”.

«Pericoloso», sceglie Brizzi. Rocío cerca invece la parola giusta passando da «tentatore» a «tentatrice», per arrivare a «tentazione». Anche l’ultima risposta diventa uno scambio tra loro, con Brizzi che domanda se si possa dire «un film tentatore».

L’intervista finisce così, tra una parola da trovare e un’altra battuta. E dopo aver immaginato avatar capaci di scrivere meglio o di dire finalmente ciò che si trattiene, resta l’amicizia che i due raccontano di aver trovato sul set.

Di seguito l’intervista video completa per Quasi vera a cura di Alessandra Zaccaria

Quasi Vera, nelle sale italiane dal prossimo 1 ottobre distribuita da Medusa Film

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