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La nostra intervista esclusiva con il regista Simone Aleandri, al cinema con la commedia romatica ‘Innamorarsi e altre pessime idee’

Dopo un lungo percorso nel documentario e nel cinema del reale, Simone Aleandri approda alla commedia romatica con ‘Innamorarsi e altre pessime idee’, film con protagonisti Lino Guanciale, Andrea Delogu, Ilenia Pastorelli e Claudio Colica. Durante la nostra chiacchierata abbiamo parlato delle relazioni (non solo amorose), dell’importanza delle pessime idee e di quanto il genere documentaristico sia servito ad Aleandri per approdare al cinema di finzione.

Intervista a Simone Aleandri

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Simone Aleandri

BN: Dopo il suo primo lungometraggio di genere drammatico “la notte più lunga dell’anno” passa alla commedia romantica “Innamorarsi e altre pessime idee”. Cosa le ha fatto innamorare del progetto?

Simone Aleandri: Mi avevano proposto la bella sceneggiatura di Ciro Zecca e Alessandra Martellini. Mi piaceva il modo in cui avevano costruito questa commedia romantica. Mi interessava soprattutto mettermi alla prova con un tono più leggero rispetto a quello precedente. Nonostante i miei lavori precedenti, anche quelli legati ai documentari, al centro del mio lavoro ci sono sempre state le relazioni sentimentali, il desiderio, l’emotività.

In questa sceneggiatura trovavo interessante il punto di domanda che si portava dietro. Cosa succede quando le persone cercano di controllare i sentimenti come se fosse una strategia razionale? Ecco, è stato un po’ questo. Allora mi sono messo all’opera e abbiamo cercato di costruire una commedia molto vitale, piena di vita, di sentimenti, di ironia. Spero che il pubblico possa apprezzare. 

BN: Da regista, in che modo ha voluto raccontare l’amore senza dimenticare l’ironia?

Simone Aleandri: Cercando di mantenere entrambe le cose all’interno della narrazione, perché credo che quello che ci consente di fare la commedia è proprio questo. Cercare di avvicinarci a elementi molto delicati, come l’amore che rimane sempre un sentimento instabile anche quando si racconta sorridendo, ma tentando di proporre dei personaggi che fossero veri, che avessero delle loro fragilità. Avvicinandomi a queste senza schiacciarle, con uno sguardo più aperto e più vivo, probabilmente, rispetto ai lavori precedenti.

BN: Oltre che d’amore il film parla anche dei rapporti d’amicizia. Le storie romantiche funzionano meglio se al tuo fianco hai degli amici a supportarti e a consigliarti?

Simone Aleandri: Probabilmente sì, nel senso che fanno parte degli agenti primari di quello che serve a noi per relazionarsi con le persone con cui confrontarci. Sono da supporto, spesso sono maieutici, ovvero ti fanno tirare fuori e ti portano a capire meglio te stesso. L’amore si declina in tante forme, c’è sicuramente quello relazionale e fisico legato all’uomo o alla donna della tua vita, ma hai anche di fatto delle persone che ami, che sono amici o parenti.

BN: Qual è la pessima idea di cui ancora oggi si pente?

Simone Aleandri: Ovviamente di pessime idee ne ho prese tante, come molti credo. Spesso quando ti vengono pessime idee lì per lì pensi che siano delle idee geniali, invece a posteriori ti rendi conto che fossero sbagliate. È importante avere delle pessime idee, perché è quello che poi ti fa cambiare la vita, ti mette in discussione. Quello che abbiamo cercato di fare nel titolo, ovviamente in maniera provocatoria e avvicinandoci al racconto di un amore, è chiederci se innamorarsi possa essere una pessima idea. Lo è, provocatoriamente, se vuoi cercare di mantenere tutto sotto controllo; è una pessima idea se vuoi rimanere nella tua zona di comfort. Però è anche l’idea più forte che possiamo immaginare. Forse è l’unico modo per sentirci veramente vivi.

BN: Tra i quattro personaggi, Lino, Sofia, Matilde e Tonny, in quale si rivede di più?

Simone Aleandri: Forse proprio un personaggio femminile, probabilmente quello di Andrea Delogu (Sofia), che è una persona sentimentale e che ho cercato di raccontare in maniera che non fosse non rassicurante, ma libera. Io in lei mi ci rivedo molto.

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Di Valentina Turci

Nata e cresciuta a pane e serie tv. La sua carriera nell'informazione inizia nel 2013 muovendo i primi passi nei magazine locali, per poi specializzarsi nel settore dell'intrattenimento.

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